4 Dicembre 2020

Fino agli anno ’90 la sede del Municipio era il Convento dei Minimi e le finestre della sala del consiglio comunale e del corridoio degli uffici davano, come è ancora oggi sulla terrazza della casa dove abitava la mia famiglia.
Una sera, mentre cenavamo, sentimmo un rumore sordo di martello che batteva sulle finestre. Da qualche giorno i giornali riportavano la notizia che il Sindaco di Roccella era impegnato in una azione di protesta di eccezionale forza: stava facendo lo sciopero della fame per protestare contro i ritardi burocratici che paralizzavano la realizzazione del nostro Porto. Quel porto dove ognuno di noi oggi passeggia. Quel Porto che tutti ci invidiano.
Quel Sindaco era Antonio Zito, mio zio Toto.
Era stato lui a far inchiodare le finestre per evitare che qualcuno potesse finanche pensare che noi, da casa, di notte, potessimo passargli del cibo. Ricordo la preoccupazione di mio padre che conoscendo la caparbietà di zio Toto temeva per le conseguenze fisiche di quella protesta.
Io ero adolescente, non capivo, e mi chiedevo quale potesse essere il senso di una protesta così forte, portata avanti per consentire l’inizio di un’opera molto complessa, che non avrebbe avuto certo un ritorno immediato in termini di consenso, e della quale non capivo l’utilità.
Lo capii dopo anni, quando inizia a fare politica, avendo sempre a fianco zio Toto.
Compresi il senso della protesta e a cosa servivano quei chiodi.
Il senso della protesta era la difesa del senso ultimo della politica che esso consiste nel piantare un albero sapendo che non tu ma i tuoi nipoti godranno della sua ombra. E’ questo e non altro il senso profondo del valore della gratuità dell’impegno politico, del coraggio delle proprie azioni, della prospettiva del bene comune che zio Toto mi ha insegnato.
E quei chiodi a quelle finestre servivano a sigillare l’altro principio cardine di un sano impegno politico: la credibilità, la piena ed incondizionata credibilità della tua azione, perché se non si è credibili con le proprie azioni non si può chiedere fiducia per le proprie idee.
Questo era Toto Zito, amministratore capace e lungimirante e politico dal rigore morale straordinario.
E’ stato un grande privilegio averti come zio e come esempio.

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