5 Dicembre 2020

Comitato di Quartiere Moschetta

 

c.da Faraone, 54 – 89044 – LOCRI (RC)

Presidente   Avv. Ornella Monteleone

Egr.    Presidente

Città Metropolitana di Reggio Calabria 

Egr.   Prefetto di Reggio Calabria

Spett. Città Metropolitana di Reggio Calabria

Protezione civile

Dirigente Dott. Domenico Crupi

Spett. Consorzio di Bonifica Alto Jonio Reggino

Spett.  Consorzio di Bonifica “Alto Ionio Reggino”

Oggetto:  Manutenzione e Pulizia Torrenti Cebbie/Lucifero/Barro 

La Calabria è sole, mare, montagna, arte, cultura, storia.

Ma non solo.

Secondo la leggenda, questa prodigiosa Terra venne creata da un “Dio molto capriccioso, che dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli tutti insieme” ed infatti la Calabria è una regione articolata e dalle potenzialità infinite. Dagli affascinanti habitat rupestri alle grotte scavate nell’arenaria, dalle “cupe siepi” alle limpide sorgenti, dalle tortuose cascate alle scroscianti fiumare.

Un potenziale patrimoniale ancora sconosciuto ma di indubbio valore settoriale.

Quelle stesse fiumare e quei torrenti che segnavano, un tempo, il confine delle polis magno greche di Reggio e di Locri e che proprio qui, a Locri, favorivano il canto delle cicale disturbatore del sonno pomeridiano del giovane eroe Ercole.

E le cicale – come ebbe modo di delucidarci Diodoro Siculo – a Locri cantavano più che a Reggio, perchè l’alveo dei torrenti in quei luoghi magici e gloriosi – in estate – era così asciutto ed ottimale da favorire il rifugio ideale di insetti e cicale.

Insetti e cicale, già. Ma anche ratti, serpenti e scarafaggi di ogni dimensione, aggiungiamo noi oggi!

L’incuria e lo stato di abbandono nel quale versano questi luoghi di incomparabile bellezza rappresentano un vero e proprio pericolo per la tutela della salute pubblica e l’incolumità di cose e persone.

Le fiumare raccontano, infatti, una storia millenaria con le loro rocce metamorfiche ed i sassi levigati, con i cespugli di oleandri, le felci, i canneti, con i colori accesi della vegetazione ed il leggero rumorio dell’acqua dolce.

Ma non si tratta soltanto di bellezza.

C’è in gioco la salute e la sicurezza delle persone.

L’incolumità pubblica, insomma, è profondamente esposta al verificarsi di gravi pericoli, com’è avvenuto in passato.

Allagamenti, straripamenti, smottamenti nei periodi di piena – con episodi talvolta drammatici – pongono la messa in sicurezza dei torrenti all’apice delle priorità cui una regione dal territorio complesso come la Calabria deve fare i conti.

La particolare vulnerabilità e l’estrema fragilità del nostro territorio rendono, infatti, di vitale importanza un’attenta azione di monitoraggio e manutenzione degli alvei torrentizi e degli argini artificiali, sinora purtroppo quasi assente.

L’origine prettamente torrentizia delle nostre fiumare determina un regime fortemente irregolare nella portata d’acqua durante il corso dell’anno, il quale passa velocemente dalla secca (nei mesi estivi) ai rischi di esondazione (durante le piogge autunnali ed il periodo invernale).

A questo carattere idrogeomorfologico, si aggiungano le occlusioni al normale deflusso dell’acqua cagionato dall’intensa vegetazione riparia che sorge – in maniera selvaggia ed incontrollata – sulle sponde ed all’interno del letto del torrente, mettendo in grave pericolo la sicurezza pubblica delle cose e delle persone che vivono nelle zone adiacenti.

Si richiede agli Enti preposti di eseguire con urgenza le dovute operazioni di controllo di tutte le fiumare della provincia di Reggio Calabria e si segnala – con particolare preoccupazione – lo stato di abbandono nel quale versano i torrenti Cebbie, Barro e Lucifero, traversanti la località Moschetta di Locri.

Si interpella con la massima urgenza di valutare un intervento immediato di manutenzione straordinaria – con contestuale pulizia del greto e degli alvei torrentizi – presso l’area dei medesimi valloni.

Allo stato attuale, il rischio di esondazione dei torrenti alle prime piogge autunnali è aggravato a causa dell’eccessiva proliferazione della vegetazione riparia che funge da netto sbarramento al regolare deflusso dell’acqua, ostruendo in maniera eccessiva e pericolosa lo scorrimento delle acque piovane.

La presenza della fitta vegetazione riparia rappresenta, inoltre, il naturale rifugio di ratti, serpenti ed altri animali quali potenziale veicolo di pericolose infezioni e malattie, come più volte denunciato dai Cittadini residenti.

Si rende nota, ulteriormente, la necessità di ricostituire gli argini artificiali in diversi punti dell’alveo torrentizio, crollato a causa del consueto straripamento verificatosi nel corso degli anni e causa di allagamenti e danni da cumulo di detriti agli edifici adiacenti.

Urge, in questo ambito, un intervento urgente da parte dei consorzi di bonifica – quali enti delegati dalla Regione per la competenza amministrativa nel settore – tramite azioni concrete, mirate ad eradicare la vegetazione e a ricomporre gli argini, quasi ovunque crollati.

Si demanda, in particolare, se ci siano ancora e quali sorti abbiano subito le risorse finanziarie che negli anni passati sono state disposte proprio ai fini del risanamento e della bonifica di queste aree.

Il Presidente

Ornella Monteleone

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