5 Dicembre 2020

Cara Ministra Bellanova,

come certo saprà, oggi ricorre l’anniversario dei dieci anni dal riconoscimento della dieta mediterranea come patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco. Un prestigioso riconoscimento che si aggiunge agli altri che l’hanno definita migliore dieta al mondo capace di esaltare i tratti di unicità della tradizione enogastronomica del nostro Paese.

Rimango però basito di come ancora oggi le massime istituzioni nel paese ignorino dove sia stata in realtà codificata la dieta mediterranea italiana di riferimento. Apprendo infatti che, in un incontro sul tema tenutosi proprio oggi in sua presenza, Pollica viene ancora indicata come città depositaria indiscussa di questo grande patrimonio della dieta mediterranea. È vero: Pollica è stata la città dove ha vissuto Ancel Keys, ma la codifica del Seven Countries Study avvenne a Nicotera.

Lei certamente saprà che la Regione Calabria nel novembre del 2017, proprio in virtù di quegli studi realizzati a Nicotera da Keys e Fidanza, approvò all’unanimità in consiglio regionale la legge sulla “Valorizzazione della dieta mediterranea di riferimento di Nicotera”. Dopo 70 anni stile di vita e modello alimentare, fondamenti della dieta mediterranea italiana di riferimento, sono riscontrabili e rintracciabili esattamente laddove questa nasce, in Calabria. Scientificamente i “nostri” prodotti alimentari posseggono le caratteristiche nutrizionali che validano gli aspetti benefici della dieta, proprietà organolettiche specifiche e calcolate attraverso l’Indice di Adeguatezza Mediterranea (IAM). Alla base della Legge vi era e vi è la promozione di corretti modelli nutrizionali che aiutano a prevenire le malattie cronico degenerative e la disponibilità di materie prime rispondenti a criteri di sicurezza, qualità e integrità alimentare per mantenere e migliorare lo stato di salute. Peculiarità ed eccellenze di questa terra che si pongono come prospettiva di sviluppo d’interi territori e crescita economica e sociale, un impatto positivo e fortemente qualificante non solo sulle produzioni agroalimentari ma anche sulle attività dell’enogastronomia e culturali rappresentando volano di sviluppo. La Dieta Mediterranea italiana di riferimento di Nicotera è ormai riconosciuta anche dai tabloid internazionali e sta portando le nostre eccellenze, le peculiarità e il valore nutrizionale calabrese nel resto del mondo. Sono state messe in campo azioni, progetti e iniziative che hanno tenuto in alta considerazione la costituzione di una rete operativa aperta alla partecipazione di enti, associazioni, aziende, operanti nei diversi settori della ricerca, della cultura, della salute, dell’istruzione, della produzione e distribuzione e dell’associazionismo. Si sono attivati partenariati con i Paesi del Seven Country Studies, in particolare con la Grecia; diversi i bandi diretti a sostenere lo sviluppo di filiere enogastronomiche dedicate alla commercializzazione dei prodotti tipici e lo scorso anno è stata ufficializzata la nascita dell’ODMIR, l’Osservatorio della Dieta Mediterranea Italiana di riferimento, l’organismo con funzioni consultive, programmatiche e di monitoraggio per la promozione della stessa. Molti gli eventi organizzati dove la Calabria è stata protagonista; a Nicotera si è tenuto il Primo Meeting Internazionale sulla Dieta Mediterranea e poi Bruxelles, New York, Atene, Parigi, Londra. Fiere, incontri, expo nazionali e internazionali sono diventate vetrine d’eccellenza dei nostri prodotti; qualità, gusto, sapori e profumi che raccontano territori e comunità (alta ancora la percentuale di ultra centenari) e che diventano i migliori messaggeri di questa terra, c’è chi l’ha definita l’emblema del Made in Italy all’estero.

Un patrimonio calabrese che finalmente ha raggiunto lo scenario internazionale, un risultato che mi ha reso particolarmente orgoglioso del lavoro svolto in consiglio regionale per l’approvazione della legge e che finalmente ha fatto luce sugli studi di Ancel Keys a Nicotera sul rapporto tra benessere, alimentazione e stile di vita.

 

 

 

Restituire alla Calabria la paternità di questa ricchezza significa esserne, attraverso le proprie eccellenze, portavoce nel mondo ed è per questo che quel lavoro di conoscenza e promozione deve continuare.

Tutto questo per dirle che trovo oltremodo offensivo che non siano state coinvolte nei vari incontri promossi per la ricorrenza la città di Nicotera e la Regione Calabria e che si continui a non considerare questa regione nei vari tavoli e appuntamenti che hanno oggetto la dieta mediterranea. Ancora più inquietante è il silenzio delle istituzioni calabresi che non difendono un patrimonio così importante per la nostra regione. Mi auguro che si rimedi immediatamente coinvolgendo la comunità di Nicotera e tutta la Calabria in un processo di valorizzazione di un patrimonio che la scienza ha definito ma che la politica continua irresponsabilmente ad ignorare.

 

 

ORLANDINO GRECO

SEGRETARIO FEDERALE ITALIA DEL MERIDIONE

 

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