Mar. Gen 26th, 2021

Fuga in avanti dell’ex governatore, che prova a investire sulla candidatura del sindaco di Soverato. Dal Pd l’ordine di ignorare le mosse. E il tentativo (insieme con Magorno) di allargare e compattare la coalizione

Chi si muove per compattare e chi si muove per sé, secondo la vecchia logica correntizia che sia meglio andare avanti per provare a sfasciare il fronte e poi negoziare una buonuscita politica offrono. Sono due le pulsioni nel centrosinistra che ragiona – da settimane, in verità – nella prospettiva delle elezioni regionali. Il rinvio a marzo, e forse più in là, come sembra suggerire una lettera del capogruppo dem in consiglio regionale Domenico Bevacqua, permette di evitare corse frenetiche alla candidatura ma i tempi rimangono serrati. E si riaffacciano vecchie conoscenze della politica. Mario Oliverio innanzitutto. L’ex governatore, che si è lasciato con il Pd in maniera che definire burrascosa è un eufemismo, prova a riorganizzare il proprio fronte. Per unire? Non proprio, visto che anche chi gli è stato più vicino nel tentativo (fallito) di strappare la candidatura alle ultime Regionale gli consiglia, in questi giorni, di desistere. Oliverio è riapparso sulle scene dopo un lungo silenzio: complice il ritiro dalle scene di Pippo Callipo (che gli è stato preferito dalla coalizione di centrosinistra), l’ex presidente ha fatto un passo avanti. Lo strumento è la “Fondazione Europa Mezzogiorno Mediterraneo”, contenitore nel quale manca l’unica parola sulla quale, per ora, si è ragionato: cioè la Calabria. Una cosa l’ex governatore l’ha chiarita: non pensa a una propria candidatura. Riproponiamo il virgolettato dalla prima uscita pubblica, lo scorso 16 luglio: ««Tranquillizzo perché vedo che ci sono molti preoccupati… Non c’è nessuna candidatura a livello istituzionale o politico, c’è però una preoccupazione fortissima, tesa a non dilapidare un patrimonio e a proiettarlo in un progetto di più ampio respiro coinvolgendo soprattutto i giovani». Politichese stretto. Un po’ più chiaro il resto: «Ovviamente io non sono neutro e quindi non sto fermo». E infatti Oliverio non è fermo, si muove e avrebbe già discusso di una potenziale la candidatura di area da sponsorizzare: quella del sindaco di Soverato Ernesto Alecci. Ci si muove sempre nell’area del Partito democratico. Ma forse troppo presto e senza consultare praticamente nessuno. Neppure le persone che gli sono (state) politicamente più vicine tra dem e socialisti hanno apprezzato la fuga in avanti di Oliverio. E i dem l’hanno interpretata come un tentativo di aprire una nuova linea di dialogo per contrattare postazioni in vista della prossima tornata. La consegna, per ora, è ignorare i movimenti, poi si vedrà.
Per il resto è sempre troppo presto per fare nomi, ma in area Pd hanno apprezzato i toni dell’intervista di Ernesto Magorno al Corriere della Calabria. Al contrario dell’attivismo di Oliverio – interpretato come un movimento in prospettiva personalistica – quello del senatore di Italia Viva è stato visto come un tentativo di allargare i ranghi della coalizione e di portare acqua al mulino del centrosinistra. Forse anche in chiave anti Oliverio, visto che tra i due – dopo l’afflato negli anni in cui erano governatore e segretario del Pd – la rottura nei mesi scorsi è stata fragorosa. I primi nomi in campo restano quello dell’ex presidente del consiglio regionale Nicola Irto e del deputato e docente universitario Antonio Viscomi. Profili considerati convincenti e competenti da tutto lo schieramento. La strada, però, è ancora lunga.

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