2 Dicembre 2020

Se non ora, quando? Perché non si riapre l’ex ospedale o, quantomeno, non si attiva la “Casa della salute”, peraltro già finanziata? Dopo le sciagurate vicende che stanno emergendo in questi giorni sulla sanità calabrese, che nella Locride assume aspetti oltremodo precari, sono queste le domande legittime che si fanno i cittadini.

La necessità di riaprire l’ex ospedale, emersa con forza all’inizio della pandemi, per il territorio è ben nota. Da tempo l’ex nosocomio doveva diventare “Casa della salute”, ovvero una struttura sanitaria di particolare importanza che potrebbe certamente dare un significativo impulso alla sanità del territorio. Una prima convenzione con la Regione era stata stipulata nel dicembre del 2013 ed era indirizzata a regolare il finanziamento concesso di 9.760.000 euro ( somma regolarmente impegnata in bilancio) ma l’originaria tempistica prevista per la realizzazione non era stata rispettata a causa dei ritardi accumulati per effettuare le preliminari verifiche sismiche della struttura, previste dalla convenzione. Un ritardo già allora costato caro perché nel frattempo entrava in vigore il nuovo Codice dei contratti pubblici e ciò determinò la necessità di aggiornare la convenzione che venne stipulata di nuovo a novembre 2017.

Ancora una volta però la burocrazia ha tarpato le ali alla necessità di avere in tempi brevi la “Casa della salute”. Subito dopo la nuova convenzione l’Amministrazione regionale (a cui spettava il compito di svolgere ogni iniziativa rivolta al controllo e alla verifica delle opere e delle relative procedure messe in atto dall’Asp ), ha richiesto con grande ritardo (in data 28/01/2019 con nota prot. 33160) una relazione sullo stato dell’arte delle attività previste nella sopracitata convenzione corredata da apposito cronoprogramma. La risposta è arrivata con nota prot. n. 8799 del 12/02/2019 con la notizia che l’Asp aveva ultimato ed approvato le verifiche di vulnerabilità sismica della struttura e che a breve si doveva procedere ad effettuare l’atto di investitura alla Stazione Unica Appaltante per lo svolgimento della gara per la progettazione esecutiva per la quale, peraltro, era stata già predisposta la documentazione. La nota era anche corredata dal cronoprogramma aggiornato che prevedeva finanche il collaudo della struttura. Il tutto tenendo conto che l’erogazione del finanziamento assegnato per la realizzazione della Casa della Salute di Siderno è disciplinato dalla convenzione regolante il finanziamento sottoscritta, appunto, in data 20/11/2017 tra la Regione Calabria e l’Asp di Reggio. Detto regolamento prevede che la Regione doveva provvedere all’erogazione del finanziamento per le indagini e le verifiche sismiche, all’erogazione del finanziamento per servizi di progettazione previa approvazione del progetto esecutivo da porre a base di gara, all’erogazione del finanziamento per lavori, fornitura e servizi di direzione lavori e collaudo. Il tutto anche attraverso anticipazioni subordinate alla pubblicazione del bando di gara di appalto per la realizzazione dell’opera. Ad oggi, malgrado l’enorme necessità sanitaria, la Casa della salute non c’è ancora.

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