5 Dicembre 2020

 Perchè si realizza solo un ospedale da campo e non si rimette in funzione l’ex Ospedale di Siderno, già bell’è pronto e dotato del necessario per entrare in funzione solo con qualche piccolo accorgimento ? E’ l’interrogativo che si pongono i cittadini della Locride e che è riecheggiato in maniera unanime in occasione di una videoconferenza che si è sviluppata lunedi sera organizzata dal Corsecom in collaborazione con i sindaci della Locride e con i rappresentanti di varie associazioni di volontariato.

 

Al video incontro, hanno, tra gli altri, partecipato il presidente del Comitato dei sindaci, Giuseppe Campisi, lo stesso sindaco di Locri Giovanni Calabrese ( delegato alla sanità) e vari rappresentanti di associazioni della fascia ionica reggina che si sono alternati in un acceso dibattito che ha fatto seguito ad una dettagliata relazione di Luigi Rubens Curia. Questi nella sostanza ha proposto sette punti essenziali per qualificare la sanità sul territorio della Locride ( Potenziamento e qualificazione delle Usca, attivazione di un tracciamento covid con tamponi molecolari all’ospedale di Locri, potenziamento del personale, Qualificazione dell’ Ospedale di Locri con Incremento con nuovi posti letto e restyling del pronto soccorso, attivazione del Decreto 72 del 15 aprile 2020 – relativo all’edilizia sanitaria e all’acquisto di attrezzature – attuazione delle cure domiciliari e attivazione delle Uccp – strutture gestite dai medici di medicina generale-) soffermandosi specificatamente anche lui sulla necessità di riutilizzare l’ex ospedale di Siderno anche con l’attivazione della Casa della salute e la normalizzazione dell’ Hospice, cose, peraltro, già previste dal piano sanitario. E sulla problematica dell’ ex ospedale di Siderno si sono,poi, soffermati quasi tutti gli interventi., da Franco Mammì a Francesco Macrì, da Bruna Filippone a Emmida Multari, dall’ex direttore sanitario Enzo Schirripa a Maurizio Baggetta e quindi da Giuseppe Ventra, Antonio Bagnato,Pino Canzonieri, tanto per citare i responsabili delle principali strutture associative che si stanno occupando della delicata problematica ospedaliera. L’obiettivo è stato quello di creare quanta più sinergia possibile attorno ad un problema che sul territorio sta diventando drammatico, anche a causa dei tanti casi positivi che si stanno verificando.

Un problema ampiamente illustrato dal sindaco Giovanni Calabrese che non ha mancato di evidenziare i grandi ritardi che hanno caratterizzato questa seconda fase dell’emergenza Covid, concordando sulla necessità che le comunità della Locride e particolarmente le associazioni stiano più vicini alla battaglia che i sindaci stanno facendo, ricordando che mercoledi 19 saranno a Roma per protestare. E proprio Calabrese non ha nascosto, al pari dell’altro sindaco Giuseppe Campisi, le sue perplessità sull’ Ospedale da campo ricordando la presenza sul territorio dell’ex ospedale di Siderno e della struttura inutilizzata di Gerace. Viene , insomma strano da capire perchè a fronte di soluzioni semplici e immediate , in un momento di così grande emergenza, si cerchino invece soluzioni diverse, più lunghe e probabilmente più impegnative. Un interrogativo, dunque, che non può continuare a rimanere senza risposte e che vale la pena “girare”, unitamente alle altre richieste, a quelli che saranno chiamati alla responsabilità della sanità calabrese con la speranza che non siano sordi come i precedenti.

ARISTIDE BAVA

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