Gio. Gen 21st, 2021

La struttura, mai attivata, già stata finanziata con 9 milioni e 760mila euro

Un folto gruppo di cittadini, alla luce delle mille incertezze e delle molteplici richieste di attivare la Casa della salute presso l’ex ospedale di Siderno, hanno deciso di attivarsi per dare vita a una manifestazione pubblica di protesta proprio per sollecitare un impegno per la struttura oggi poco utilizzata. Per questo motivo, ogni domenica daranno vita a una mobilitazione, con l’intenzione di ritrovarsi, alle 10, davanti all’ex ospedale. L’obiettivo è quello di sollecitare l’attivazione della Casa della salute che – lo ricordiamo – è già stata finanziata con 9 milioni e 760 mila euro. Comunicazione dell’iniziativa è già stata fornita al Commissariato di Polizia.

La protesta avrà luogo dalle ore 10 alle ore 12.30 di ogni domenica, un sit-in, affermano gli organizzatori, «per garantire il diritto alla cura e all’assistenza per i cittadini della Locride. Vogliamo – scrivono ancora – l’apertura della Casa della salute a Siderno. Vogliamo servizi sanitari sul territorio, ambulatori di medicina generale e specialistica ambulatoriale. È una vergogna – aggiungono – che questa struttura non venga utilizzata mentre l’ospedale di Locri non riesce a rispondere alle esigenze dei cittadini e costringe gli ammalati a rivolgersi al privato!».

D’altra parte, i grossi ritardi che si sono accompagnati alla realizzazione della Casa della salute di Siderno sono ben noti. Si è fatto un gran parlare di ciò non solo in questi tempi di coronavirus, in cui la riattivazione dell’ex ospedale poteva essere importante in ottica posti letto, ma anche e soprattutto perché la Casa della salute già da tempo avrebbe potuto dare un significativo impulso alla sanità della Locride. Invece la Casa della salute rappresenta uno dei tanti ritardi infiniti che caratterizzano le strutture pubbiche calabresi e della Locride in particolare.

Basti pensare che il lontano 4 dicembre 2013 fu stipulata una prima convenzione con la Regione che doveva regolare il finanziamento da 9.760.000 euro ( somma regolarmente impegnata sul bilancio regionale). Una convenzione che si è rivelata vana, e non è stata rispettata. Un ritardo che poi è pesato con l’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti pubblici che ha determinato la necessità di aggiornare la convenzione stessa. Una seconda convenzione fu così nuovamente firmata dal Comune e dalla Regione il 20 novembre 2017. Ma neanche questa volta la buona volontà (ammesso che ci sia stata) delle parti servì a sconfiggere la la burocrazia, tant’è che solo nel febbraio del 2019 sono state approvate le verifiche di vulnerabilità sismica della struttura. Sono passati, da quella data altri 20 mesi e ancora la città attende l’attivazione della Casa della salute, con buona pace dell’emergenza sanitaria.

ARISTIDE BAVA

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