Gio. Mag 13th, 2021

Il ministro della Salute prova a smorzare le polemiche a “Mezz’ora in più”: «La frase sulle mascherine pronunciata in una stagione diversa. Non può cancellare 30 anni di curriculum». Il monito: «In Calabria 700 milioni non spesi»

Quel video «è del tutto inappropriato e profondamente inopportuno. Il commissario si è scusato ma viene da una stagione diversa in cui anche l’Oms parlava di mascherine per contagiati e sanitari. Ma 30 anni di curriculum non si possono cancellare con un video rubato». Il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Mezz’ora in più di Lucia Annunziata su Rai3 difende Giuseppe Zuccatelli dopo la divulgazione del video in cui diceva, in una riunione privata, che «le mascherine non servono a un c…» e che per contrarre il Covid bisognerebbe baciarsi per 15 minuti. Speranza, che appartiene a Leu, stessa area politica di Zuccatelli – che proprio con Leu è stato candidato alle Politiche nel 2018 – smorza le polemiche e sposta su altro l’attenzione: «Credo che il messaggio di fondo sia far ripartire la sanità calabrese», sottolinea.
Nelle scorse ore anche Zuccatelli ha rettificato l’espressione sull’utilizzo dei dispositivi di protezione, spiegando che arriva da un momento lontano nel tempo, in cui gli esperti discutevano dell’utilità delle mascherine. La rettifica non è servita, però, ad abbassare i toni su una nomina che continua a essere molto contestata.

«IN CALABRIA 700 MILIONI NON SPESI» «La questione calabrese – ha detto ancora il ministro – è una questione nazionale. L’unica cosa di cui non si è parlato è stato il decreto Calabria approvato lo scorso mercoledì che prova a mettere mano alla necessaria ripartenza della regione, nuovi investimenti, più agibilità per la struttura commissariale e più strumenti. In questi anni si sono accumulati in Calabria un numero di risorse incredibili, 700 milioni non spesi e abbiamo creato le condizioni per spenderli nel modo più veloce possibile».
In Calabria, ha aggiunto Speranza, «ci sono però anche alcune aziende sanitarie che sono state bloccate e commissariate perché infiltrate dal punto di vista della criminalità: una commissione prefettizia ora se ne assume la responsabilità affiancando una competenza di natura sanitaria». Speranza definisce il decreto «un nodo di svolta». Il messaggio di fondo del Governo, ha quindi aggiunto Speranza «è che serve far ripartire la sanità calabrese, e quel criterio è lo strumento perché possa ricominciare a camminare. Questo è un impegno assoluto e quel decreto e’ una nuova presa in carico come questione nazionale e non territoriale».

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