Dom. Gen 24th, 2021

A suo carico «una pluralità di elementi che convincono al di là di ogni ragionevole dubbio». In Germania, il 15 agosto 2007 davanti al ristorante “Da Bruno” furono uccisi 6 giovani.

Sebastiano Nirta è stato condannato all’ergastolo in via definitiva per l’accusa di omicidio pluriaggravato e detenzione e porti di armi comuni da sparo in concorso nell’ambito della strage di Duisburg, che ha segnato, per quanto sostenuto dagli inquirenti, l’apice della faida di San Luca tra le opposte consorterie dei Nirta-Strangio e Pelle-Vottari.

La seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dai difensori di Sebastiano Nirta (cl. 1971), che avevano chiesto l’annullamento della sentenza emessa dalla Corte di Assise di Appello di Reggio Calabria che a seguito di un primo rinvio dei giudici “ermellini” aveva condannato l’imputato alla massima pena prevista dal codice di rito.

La vicenda processuale di Sebastiano Nirta inizia con l’arresto avvenuto nel febbraio del 2010 nell’ambito dell’operazione “Fehida 3- Duisburg 2”, eseguita dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Dda reggina. Dopo alterne vicende processuali la Cassazione ha in un primo tempo confermato la condanna del 49enne Nirta per il reato associativo ed ha rinviato per una nuova trattazione in merito agli omicidi.

All’udienza dell’11 febbraio 2019 i giudici reggini dell’appello bis, hanno riconosciuto l’imputato colpevole della strage di Ferragosto, quando in Germania sono stati uccisi sei giovani davanti al ristorante “Da Bruno”.

Nelle motivazioni della sentenza di appello bis i giudici reggini hanno evidenziato che «il quadro indiziario raccolto a carico di Sebastiano Nirta si compone di una pluralità di elementi che, unitariamente e sinergicamente intesi, convincono, al di là di ogni ragionevole dubbio, della sua partecipazione efficiente alla fase preparatoria ed a quella esecutiva dell’eccidio».

La sentenza è stata impugnata dal pool difensivo di Sebastiano Nirta, composto dagli avvocati Vincenzo Nico D’Ascola, Antonio Russo, Francesco Siclari e Antonio Femia, che hanno sostenuto, in sintesi, che non vi erano gli elementi per ribaltare la sentenza assolutoria pronunciata dalla Corte di Assise di Appello di Reggio Calabria nel luglio del 2015, in quanto «l’accertamento istruttorio espletato sulla traccia 710 non ha apportato elemento alcuno di novità indiziaria o probatoria rispetto al compendio in atti».

I motivi del ricorso difensivo sono stati respinti dai giudici del Palazzaccio, determinando in via definitiva la condanna all’ergastolo per il 41enne Nirta, appartenente alla famiglia denominata Nirta – Versu.

Con la decisione assunta dalla Cassazione, Sebastiano Nirta è il secondo imputato condannato in via definitiva per la strage di Duisburg insieme a Giovanni Strangio.

fonte gazzetta del sud

 

SERVIZIO DI MARIA TERESA CRINITI

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