Dom. Gen 17th, 2021

“Ho tutta una vita per aspettare. Ma vi giuro che spenderò ogni giorno per ricordare mio figlio e gridando alla magistratura e alle forze dell’ordine che i suoi assassini devono pagare il conto con la giustizia per il crimine che hanno commesso. Aspetto, ogni mattina, di essere svegliato dalle sirene delle auto dei carabinieri o della polizia e sapere così che sono andati a prenderli tutti. Li voglio vedere mentre li portano in carcere. Voglio vederli condannati all’ergastolo”.
Ad otto anni di distanza da quella atroce e maledetta sera del 25 ottobre del 2012 quando il giovane studente universitario Filippo Ceravolo, di 19 anni, fu ucciso per errore in un agguato di ‘ndrangheta compiuto, ma fallito dai killer, nei confronti di un giovane di Soriano, presunto esponente di un clan rivale e in guerra con un’altra “famiglia” mafiosa in alcuni centri montani delle Serre vibonesi, è stato questo il forte messaggio lanciato dal padre della vittima, Martino Ceravolo, un onesto e coraggioso venditore ambulante di dolciumi tipici calabresi, che continua a chiedere giustizia per il figlio. La triste vicenda è stata ricostruita dal noto e diffuso settimanale nazionale “Cronaca Vera”, diretto dal giornalista Giuseppe Biselli, in edicola da martedì 10 novembre. A curare il servizio è stato il giornalista calabrese, esperto di cronaca nera e inviato dell’Agenzia Ansa, Antonello Lupis.

 

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