Lun. Apr 19th, 2021

Brusca impennata a Locri: positivi e in quarantena anche il sindaco Calabrese e la sua famiglia Possibili “focolai” una Rsa e l’ospedale, dove rischiano la chiusura reparti come la Ginecologia

Le ultime due settimane a Locri hanno fatto registrare una forte impennata di contagi da Covid-19 che ha messo in allarme l’intera popolazione. Al momento risultano positive al Covid 66 persone accertate al tampone molecolare e un’altra trentina sono in fase di rivalutazione. Il numero attuale dei contagiati potrebbe quindi avvicinarsi al centinaio. «Oltre ai tre morti per Covid – ha evidenziato il vicesindaco Giuseppe Fontana, delegato a seguire l’andamento del virus in città – solo nella settimana di Natale abbiamo registrato circa 50 contagi». Di questi circa una trentina già verificati con esito positivo al tampone molecolare. Gli altri, risultati positivi al test antigienico, adesso sono in fase di verifica, che dovrà essere effettuata con tampone molecolare da parte delle Usca.

«Soltanto in questi due giorni da a lunedì 26 dicembre sabato 28 – evidenzia il vicesindaco Fontana -ho emanato 20 ordinanze di quarantena e isolamento domiciliare relative ad altrettante persone risultate positive ai test, compresa la moglie e i due figli del sindaco Giovanni Caabrese, anche lui positivo e sotto terapia anticovid». L’assessore, preoccupato per la situazione ha anche evidenziato che «la maggior parte dei casi ha avuto come luogo d’origine del contagio una Rsa del territorio o l’ospedale dove molti operatori sanitari e “ospiti” sono risultati positivi».

Quest’improvvisa ed imprevista “impennata natalizia” di contagi ha creato ulteriori motivi di preoccupazione anche presso l’ospedale, dove diversi reparti soffrono per la carenza di personale medico e infermieristico. Una grande preoccupazione infatti si registra ad esempio in Ginecologia del nosocomio locrese: in un reparto nel quale mancano, tra medici e infermieri, nove unità di personale, quattro di essi non sono potuti rientrare in servizio proprio perché risultati positivi al Covid nella prevista fase di controllo prima del rientro in reparto. Una situazione che, nella consapevolezza al momento della assoluta impossibilità di poterli sostituire, fa temere che, in presenza di un organico ridottissimo, si possa decidere il blocco dei ricoveri.

fonte gazzetta del sud

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