Dom. Gen 24th, 2021

L’Anm, un mese dopo le ultime elezioni, ha finalmente un nuovo presidente: è Giuseppe Santalucia, nato nel 1964 a Catania, esponente di sinistra di Area, la corrente più progressista delle toghe. Ha ottenuto 30 voti su 36 votanti. Entrato in magistratura nel 1989, è stato pm in Sicilia (a Patti e Messina) e gip a Reggio Calabria. Magistrato dell’Ufficio Studi del Csm, poi addetto al Massimario della Cassazione. Dal 2012 è consigliere della Suprema Corte. È stato vice capo e poi capo dell’Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia – con il Guardasigilli Andrea Orlando -, dall’agosto 2013 al febbraio 2018. “Sento fortemente il peso della responsabilità di assumere questa presidenza per le recenti vicende che hanno sconvolto l’ordine giudiziario”, ha detto Santalucia riferendosi al caso Palamara, “e per la pandemia che incombe”. “Il programma che seguirò non è al ribasso, ma di mediazione. Per me la mediazione non ha un’ accezione negativa: mediazione e compromesso sono i mezzi che ci consentono di raggiungere risultati. L’ Anm è un attore importante della vita politica e della vita pubblica. Noi siamo interpreti della Costituzione”. Il neoletto presidente dell’Anm è sostenuto da quasi tutti i gruppi (Area, Magistratura indipendente, Unicost, Autonomia e indipendenza), ma non dai togati di Articolo Centouno che non lo hanno votato ritenendo che sia stato troppo a lungo fuori ruolo. Si conclude con questa elezione una fase molto tormentata per l’Anm e si è arrivati a questo risultato ‘risolutivo’ dopo che il presidente uscente Luca Poniz, che era il candidato più titolato per i tanti voti raccolti, si è fatto indietro per il ‘no’ che gli ha opposto Magistratura Indipendente.

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