Mer. Gen 20th, 2021

Con l’approvazione del Decreto Calabria si fa un passo avanti e vengono forniti gli strumenti affinché tutto quello che ha un abitante di Torino sembra normale da domani lo sia anche per un cittadino di Reggio.

Il commissariamento della sanità calabrese ha radici lontane e si protrae da 11 anni, nonostante gli sforzi fatti fino ad oggi i risultati ottenuti sono piuttosto scadenti e i cittadini calabresi stanno pagando da anni per gli errori di chi li ha amministrati.

I calabresi hanno bisogno di questa normalità, che tutti auspichiamo.

I cittadini calabresi meritano di più, meritano ospedali funzionanti e puliti, forniti di tutto il necessario e personale in numero adeguato. Il personale sanitario merita di lavorare nelle giuste condizioni per poter svolgere attività così importanti e delicate.

Questo provvedimento intende creare le condizioni per il ritorno alla normalità.

I malati meritano di trovare risposte e cure vicino casa, senza bisogno di dover migrare lontano.

L’INTERVENTO SULLA SANITÀ CALABRESE IN SENATO DI GIUSEPPE FABIO AUDDINO.
La Calabria ha sofferto troppo, adesso deve essere la buona politica a rimediare a questi errori, a dimostrare che nelle terre segnate dalla criminalità lo Stato c’è. Questo governo c’è e non abbandona la Calabria; non l’ha mai abbandonata neanche prima.

Non si tratta di ordinaria amministrazione, non si tratta di rivedere in qualche modo i registri della contabilità, non si tratta di riordinare qualche ufficio!

Si tratta di affrontare lo scandalo degli ospedali iniziati e mai conclusi, lo scandalo di forniture pagate due o più volte, di reparti chiusi a causa di scriteriati tagli finanziari che riguardano altri governi, non certamente il nostro…

IN CALABRIA CURARSI RISCHIA DI DIVENTARE UN LUSSO (SE NON LO È GIÀ PER ALCUNI) O, ADDIRITTURA, UN LUCROSO AFFARE PER ALTRI… QUESTO, ANCORA UNA VOLTA, RENDE NECESSARIO IL COMMISSARIAMENTO!

Sarà un percorso lungo e difficile, forse anche pericoloso per gli interessi che andrà per forze di cose a toccare. Ma sarà un percorso necessario ed obbligato, se vorremo restituire alla mia terra dignità e diritto alla cura. Ma si dovranno punire i responsabili dello sfascio!

Sarà un percorso necessario per restituire dignità a quei medici, a quei bravi medici, a quegli infermieri e a quei paramedici che in questi anni difficili hanno continuato a lavorare in Calabria e vi sono rimasti, spesso nonostante tutto e nonostante la politica.

Si tratta di lavoratori che anche fuori da ogni gratificazione amministrativa o di carriera hanno mantenuto, e mantengono tuttora, in piedi quello che ancora di buono offre il servizio sanitario regionale calabrese.

Uomini e Donne di buona volontà che nella sanità fanno il proprio dovere semplicemente perché è giusto farlo… Prima di ogni ulteriore considerazione tutti noi quindi, dovremmo innanzitutto ricordarci di quelli che hanno tenuto in piedi questo sistema sanitario regionale.

Sì perché la politica in passato è stata assente nella garanzia dell’assistenza ma è stata presente dove non doveva, nell’assegnazione delle nomine.

Per questo motivo, ogni intervento della politica, quella a cui mi piace appartenere, deve iniziare innanzitutto con una richiesta di scuse: scuse per non esserci stata, scusa per aver permesso che ciò accadesse, scuse per non essere stata efficace.

Adesso bisogna invertire la rotta: sarà un percorso lungo e, probabilmente, non mancherà chi cercherà di sabotarlo per mantenere il vantaggio del proprio status quo.

Ma questo percorso deve iniziare ora, subito, e dovrà proseguire come obiettivo di medio termine al di là dell’orientamento politico di chi governa o governerà la regione, con un supporto costante del governo, che vada anche oltre la vita di questa legislatura se necessario. Il governo su questo non si tirerà indietro.

Questa sinergia dovrà insegnarci molto e dovrà essere una condizione condivisa da tutti dai politici di oggi e di domani, perché i cittadini da curare non sono dell’uno o dell’altro schieramento politico ma cittadini bisognosi di cure e basta; e in quanto tali la politica che li rappresenta ha il dovere di garantire loro una giusta possibilità di curarsi all’interno della propria regione.

Nel pieno della pandemia non è ammissibile nè accettabile che ci siano interi presidi ospedalieri incompleti o vuoti perché mai collaudati, mentre c’è chi pensa di costruirne altri: costruire soltanto per costruire e non per curare, questo non è accettabile! Quante volte il nostro paese è stato colpito da questo malcostume, se non proprio reato!

Adesso i calabresi non potranno più aspettare: hanno già aspettato tanto, troppo, e chi non ha potuto farlo è già andato via…
Per questo motivo interveniamo da subito con questo decreto legge con le assunzioni in deroga del personale medico sanitario e socio-sanitario: l’emergenza amministrativa non può e non deve far passare in secondo piano quella sanitaria.

Separiamo il disavanzo dalla gestione della sanità e curiamo i nostri padri, i nostri nonni e i nostri figli in Calabria, garantendo loro i livelli essenziali di assistenza. La gente comune in corsia non incontrerà Il commissario regionale, ma dovrà trovare un infermiere nuovo, dovrà vedere un cardiologo in più o un consultorio che aggiunge un giorno di ricevimento perché è stato aggiunto un nuovo assistente sanitario: questo dovrà vedere la gente!

Questa è la novità che dovranno riscontrare i cittadini rispetto alle gestioni passate!
Questo, solo questo, darà alle persone la percezione vera di una reale inversione di rotta. Non i nostri slogan, non le nostre promesse, non le nostre dichiarazioni, ma i fatti!

Saremo giudicati per quello che avremo fatto, non certo lo saremo per quello che avremmo detto… Perché la posta in gioco non è solamente il ripristino di un disastrato sistema sanitario ma il senso stesso della presenza dello Stato.

Sono in gioco giustizia ed equità, perché nel disordine e nel disservizio la malavita e il malaffare prosperano barattando il diritto con il favore, l’amicizia con il sostegno e la fedeltà con l’ingiustizia.

INSIEME ALLA DEMOCRAZIA È NECESSARIO CREARE UNA SOLIDA STRUTTURA SOCIALE, EGUALITARIA E SICURA. BISOGNA OSSERVARE LA LEGALITÀ, MA PRIMA IL SENSO DEL DOVERE E DELLA GIUSTIZIA DOVRANNO AVER FORMATO LE NOSTRE COSCIENZE DI POLITICI CHE OPERANO NELL’ESCLUSIVO INTERESSE DELLA COLLETTIVITÀ.

Ecco il mio intervento di ieri in Senato, sulla Sanità della Regione Calabria, la mia terra!

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