Mar. Nov 30th, 2021

Si è concluso con la condanna a complessivi 50 anni e 4 mesi di reclusione il processo con il rito abbreviato a 5 imputati scaturito dall’inchiesta “Nikita”, dall’omonima operazione antidroga dei carabinieri. Il Gup di Reggio Calabria, Giovanna Sergi, ha sostanzialmente accolto le richieste del pm Alessandro Moffa, ed ha condannato Antonio Musolino (10 anni), Rosario Musolino (8 anni e 8 mesi), Giuseppe Musolino (12 anni, 5 mesi e 10 giorni), Teresa Pizzata (8 anni e 4 mesi) e Mario Bottari (10 anni, 10 mesi e 20 giorni)

L’operazione “Nikita”, come si ricorderà, fu eseguita nel luglio del 2019 dai Carabinieri su richiesta della Procura distrettuale reggina e ha permesso di assicurare alla giustizia i presunti membri di un “sodalizio familiare” decito allo smercio di stupefacenti costituito da Teresa Pizzata e dai figli Giuseppe, Rosario e Antonio Musolino, operante nel comune di Benestare. La drgoda era destinata sia ai consumatori “finali”, sia a rifornire gli spacciatori al minuto. Secondo la ricostruzione investigativa «emerge nitidamente il ruolo direttivo, all’interno del sodalizio familiare, di Teresa Pizzata, vedova, che in qualità di capofamiglia era in grado di dirigere agevolmente e autorevolmente le attività criminali». Per gli imputati sono intervenuti gli avvocati Giacomo Iaria, Antonio Russo e Valerio Gherardini

Da rilevare che dall’operazione “Nikita” discende un’altra indagine dei Carabinieri, chiamata “Donna Teresa”, che nel giugno scorso ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia disposta dal gip di Locri, nei confronti della Pizzata e di Giuseppe e Antonio Musolino.

FONTE GAZZETTA DEL SUD

SERVIZIO DI MARIA TERESA CRINITI

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