Mar. Gen 19th, 2021

Albanese intenzionato a portare avanti la lotta fino a quando non sarà riconosciuto il diritto alla salute dei cittadini della Locride

Casa della salute: perchè si è arenato l’iter per l’attivazione e di chi sono le responsabilità?

Adesso il comitato spontaneo nato a supporto dell’attivazione dell’importante struttura sanitaria che si porta appresso un ritardo di più di sette anni (dalla prima convenzione firmata con la Regione) vuole conoscere motivi e responsabilità.

Sasà Albanese, uno dei promotori delle manifestazioni di protesta ( sit in domenicale e flash mob notturno all’esterno dell’ospedale) che stanno coinvolgendo sempre più la cittadinanza della Locride è deciso a continuare ad oltranza sino a quando – dice – non verrà riconosciuto il diritto alla salute dei cittadini della Locride. E le risposte immediate che dovranno essere date dagli organismi istituzionali riguardano tre aspetti precisi: dove sono andati a finire i 9.760.000 euro finanziati per la Casa della salute di Siderno; perchè si è interrotto l’iter attuativo e di chi sono le responsabilità e quali altri servizi , oltre a quelli previsti dalla Casa della salute, potrebbe offrire la struttura dell’ex ospedale di Siderno , un edificio di notevole portata che, paradossalmente, sarebbe addirittura sprecato se utilizzato solamente come Casa della salute. Gli interrogativi di Sasà Albanese, che agisce in perfetta sintonia con Francesco Martino alla guida del comitato spontaneo sorto per sollecitare l’attivazione della casa della salute, possono sembrare anche provocatori, ma in effetti nella mancata attivazione della Casa della salute ci sono certamente molti aspetti dsa chiarire.

Ricordiamo che la prima convenzione tra Comune e Regione risale al 2013. E’ rimasta lettera morta sino al 2017 quando , nel novembre di quell’anno, fu firmata una seconda convenzione che prevedeva l’attivazione in tempi brevi. Ma dopo la grancassa mediatica che si è sciolta come neve al sole , ancora i cittadini sono in attesa di una attivazione che, inspiegabilmente, non arriva.

Perchè ? Con tutti i documenti a posto tre anni per concludere un iter che, secondo gli addetti ai lavori, necessitava solo di una gara d’appalto, sembrano veramente tanti. Albanese e Martino, a questo proposito, rincarano la dose ricordando anche che la precarietà sanitaria del territorio induce la Locride ad essere “terra di migrazione sanitaria” e che, adesso, in un momento che fronteggiare il Covid è diventata priorità assoluta non si tiene conto dell’altro aspetto che grava pesantemente sulle fasce deboli che non si possono permetter i viaggi della speranza. “qui si muore anche per altre patologie” . Ecco la necessità che la Locride venga dotata di un sistema sanitario efficiente; ed ecco la necessità che l’ Asp di Reggio Calabria, la Regione e lo stesso neo commissario Guido Longo comincino a dare le giuste risposte a questo territorio, già in stato di precarietà per tutta una serie di altri motivi ma decisamente disastrato nel settore sanitario.

ARISTIDE BAVA

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