Gio. Gen 21st, 2021

“Non ci sono prove che questa mutazione renda il virus più letale o gli consenta di sfuggire ai vaccini. Si tratta di mutazioni che fanno crescere la sua contagiosità”: è quanto sostiene, in una intervista a La Stampa, Giorgio Palù, virologo dell’università di Padova e presidente dell’Aifa. Da parte della Gran Bretagna, sostiene Palù, c’è stato “un eccesso di prudenza, figlio di una visione allarmistica della pandemia. Dal prototipo di Wuhan sono già avvenute migliaia di mutazioni, che ci consentono di tracciare l’evoluzione del virus e classificare i diversi genotipi, che hanno un unico progenitore. Finora nessuna di queste mutazioni è stata correlata con un aumento della virulenza, cioè con una capacità del virus di fare più male, di uccidere di più”. Riguardo alle vaccinazioni che partiranno anche in Italia nei prossimi giorni, “bisogna arrivare a una immunizzazione tra il 65% e il 70% della popolazione, è l’unico modo per proteggere dall’infezione anche chi non si vaccina”, mentre sul rientro a scuola il 7 gennaio 2021 Palù dice di essere contrario: “Un mio recente studio dimostra che il rialzo esponenziale dei contagi in autunno si è generato dopo il 14 settembre, quando è cominciato l’anno scolastico. A mio avviso, per le scuole superiori e per le università è meglio evitare la ripresa il 7 gennaio”.

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