Mar. Ago 16th, 2022

(di Lorenzo Attianese) Nuove proposte per circolare liberamente tra Comuni all’interno delle province nei giorni delle feste, proteste dei sindaci delle città arancioni in Puglia, riapertura delle scuole nel Basso Molise e anticipazione dello shopping natalizio in Abruzzo nonostante le disposizioni del governo. Contro la stretta anti-Covid di dicembre proseguono iniziative e malumori dai territori. E la Svizzera da giovedì interrompe i collegamenti ferroviari con l’Italia a causa delle nuove misure del Dpcm e per il drastico calo dei passeggeri. L’annuncio ha mobilitato la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, che nelle prossime ore sentirà la sua omologa elvetica “per una soluzione condivisa affinché siano garantiti almeno i servizi minimi essenziali tra i due Paesi”. Non solo trasporti e commercio. A chiedere “una correzione alle ultime disposizioni sul Natale” ora è anche l’Unione delle Province, che suggerisce di “concedere gli spostamenti tra Comuni nella stessa provincia nelle giornate delle festività”. Un’esortazione che al momento non viene accolta, ma senza essere del tutto esclusa nel caso di un drastico calo dei contagi. Non si tratterebbe in quel caso di rinnegare il Dpcm, ma di una modifica legata ad eventuali emendamenti al Decreto legge dello scorso 2 dicembre, che passerebbe comunque sotto il voto del Parlamento. “Sarebbe una soluzione di buon senso, una mediazione tra sicurezza e umanità – spiega il presidente dell’Upi, Michele De Pascale – mi rendo conto che i drammi sono ben altri, ma questo mi sembra un buon compromesso: ci sono Comuni con poche migliaia di abitanti tra i quali però non finisce il confine delle relazioni umane delle persone”. Secondo giorno arancione per l’Abruzzo ma ancora senza il consenso del Governo, che aveva chiesto al governatore Marsilio di non aggiornare il proprio colore (e quindi le relative misure) prima di mercoledì 9 dicembre. La riapertura di tutti i negozi, dopo la fine della zona rossa, ha riportato la gente in strada nelle città della regione in occasione dell’Immacolata. In Puglia invece i sindaci di Barletta, Andria, Bisceglie e Spinazzola contestano l’ordinanza regionale che inserisce i loro Comuni e altri 16 in zona arancione secondo l’ordinanza del governatore, Michele Emiliano. Tra questi 14 sono in provincia di Foggia, dove i ristoratori hanno chiesto di poter restare aperti al pubblico fino al 7 di gennaio, chiudendo alle 22 e 30 e con gente seduta ai tavoli, distanziata di due metri, per permettere a chiunque abbia un’attività di ristorazione di poter lavorare e fare un minimo di introito. Va in senso opposto il sindaco di Bari e presidente dell’Associazione Nazionale Comuni, Antonio Decaro: “nelle prossime ore dovrò prendere delle decisioni difficili, insieme al Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico in prefettura, e non escludo possibili restrizioni per il 24 e il 31 dicembre” – annuncia – ipotizzando la chiusura di strade in quei giorni contro gli assembramenti. Riaprono, su decisione dei sindaci, le scuole elementari in diversi Comuni del Basso Molise, in linea con l’ordinanza emanata dal governatore Toma, che ha introdotto nuove misure per una zona gialla “rafforzata”. Nelle Marche la Regione chiama a raccolta i sindaci dei comprensori sciistici – chiusi fino al 7 gennaio secondo l’ultimo Dpcm – “per trovare una volontà condivisa e cercare possibili soluzioni nel rilanciare il sistema economico dei Comuni montani già gravemente messi alla prova dopo il sisma”. Tra le proposte, la creazione di un “brand unico per mettere in rete i comprensori” e l’attivazione per tutti della possibilità di “acquisto di abbonamenti stagionali e skipass direttamente online”. Niente settimana bianca a Natale e città blindate, ma il braccio di ferro in vista del 25 dicembre prosegue. E il presidente della Liguria, Giovanni Toti, rincara: “in Italia la signora Maria non potrà vedere la sorella che vive nel comune accanto al suo a Natale e il Governo schiera 70 mila agenti per bloccare gli spostamenti”.

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