Gio. Gen 21st, 2021

I tre imputati sono stati condannati pochi giorni fa anche nel procedimento nato dall'operazione “Nikita”.

Pesanti richieste di condanna al processo “Donna Teresa” che si svolge con il rito abbreviato davanti al gup di Locri dott.ssa Amelia Monteleone. La Procura di Locri ha chiesto pene per un totale di 19 anni 6 mesi e 20 giorni e multe per 146 mila euro nei confronti dei tre imputati: Teresa Pizzata (5 anni 4 mesi e 40 mila euro di multa), Giuseppe Musolino (8 anni, 10 mesi e 20 giorni e 66 mila euro di multa) e Antonio Musolino (5 anni e 4 mesi e 40 mila euro di multa).

Nell’interesse dei tre imputati ha concluso l’avv. Antonio Russo. Il gup di Locri ha rinviato per repliche e decisione all’udienza del 13 gennaio.

L’inchiesta “Donna Teresa” costituisce l’epilogo di un’attività investigativa svolta dai Carabinieri che con complesse e articolate indagini, avvalendosi di censure tecniche e riscontri “sul campo”, avrebbero consentito di comprovare l’esistenza di un “legame familiare” costituito dai tre congiunti – Teresa Pizzata e i suoi due figli Giuseppe e Antonio Musolino – operante nel comune di Benestare e dedito alla cessione di sostanza stupefacente ai consumatori “finali”.

Le investigazioni condotte attraverso la programmazione di indirizzati e tradizionali servizi di osservazione, pedinamento e controllo a distanza, con la censura tecnica di sistemi di video sorveglianza, avrebbero permesso di accertare l’assidua frequentazione della casa da parte di soggetti noti quali consumatori abituali ed occasionali con precedenti specifici di polizia.

L’inchiesta è una tranche dell’operazione “Nikita” che nei giorni scorsi si è conclusa in primo grado con il rito abbreviato con il gup distrettuale reggino che ha riconosciuto la responsabilità penale dei cinque imputati che sono stati condannati a complessivi 50 anni e quattro mesi di reclusione.

fonte gazzetta del sud

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