Mer. Gen 27th, 2021

Bartolo: «Le assunzioni sono bloccate e l'età media degli operai è 55/60 anni»

Il futuro e il riordino del settore della forestazione è stato al centro dell’ultimo consiglio comunale voluto dal sindaco Bruno Bartolo e convocato dal presidente del Consiglio, avvocato Domenico Giorgi. La forestazione è stato il punto più importante di un ordine del giorno molto risicato, dibattuto e votato all’unanimità nella palestra della scuola elementare, dove la seduta si è svolta per ottemperare alle prescrizioni anti Covid. Per problemi legati proprio al virus, non erano presenti i consiglieri di minoranza Benedetto Zoccola e Giuseppe Brugnano. La minoranza è stata rappresentata dal consigliere Giuseppe Silvaggio.

“La forestale – ha detto il sindaco nella lunga relazione discussa e poi votata da tutti i consiglieri – è un delle poche realtà economiche, se non l’unica di tutto il nostro comprensorio. Pertanto abbiamo il dovere morale e sociale di tutelarla e sostenerla in ogni ambito, perché il giorno in cui non ci dovesse essere più la forestale, visto che l’età media degli addetti si attesta oggi intorno ai 55/60 anni, e visto che una legge, la 442 del 1984, blocca nuove le assunzioni, ove non fossero sostituiti per i paesi montani inizierebbe un lento e inesorabile declino. Dobbiamo chiedere – ha detto il sindaco – una riorganizzazione del settore , partendo dal rammendo delle fragilità, guardando con interesse alle periferie e all’entroterra, aree ad alto tasso di spopolamento, con i giovani costretti all’esodo per mancanza di lavoro. San Luca con i suoi quasi undicimila ettari è il paese con la più alta superficie di tutta la provincia. Una condizione che deve spronarci a guardare all’Azienda Calabria Verde con rinnovata fiducia e speranza, attraverso il recupero del monte ore lavorativo reso disponibile nel corso degli ultimi cinque anni, a causa del pensionamento di migliaia di lavoratori».

Nella sostanza si chiede, attraverso progetti mirati e specifici, d’impegnare la nuova manodopera assunta almeno per un minimo di 156 giornate lavorative. «Perché – ha detto ancora il sindaco – un operaio che lascia il settore, oggi occupato a tempo indeterminato, libera 2028 ore lavorative annue che possono quindi essere reimpiegati su due lavoratori nuovi assunti, per complessive 1014 ore lavorative annue, pari a 156 giornate cadauno nell’arco dei dodici mesi». Una soluzione che può aiutare a creare una nuova forestazione, supportata da progetti credibili e utili, volti a salvaguardare l’importante patrimonio boschivo e di pari passo, a creare nuova occupazione, soprattutto giovanile. La delibera sarà spedita a tutti i sindaci del comprensorio, la Regione , la Città Metropolitana a e la Prefettura.

ANTONIO STRANGIO (Gazzetta del Sud)

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