Sab. Lug 2nd, 2022

Il noto infettivologo: “Non rifacciamo gli stessi errori, tutti quei decessi si sarebbero potuti evitare”

L’estate in spiaggia “a fare tutto quello che non si poteva” (come da colonna sonora dell’estate) è costata più 20.000 morti. Il drammatico calcolo approssimativo è di Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive del Sacco di Milano, “un conto che mi fa fatica fare: più di 20mila morti li avremmo potuti in larga misura evitare”.

Il noto infettivologo ha parlato ad Agorà su Rai 3 delle conseguenze dell’allentamento delle restrizioni di questa estate quando per due o tre mesi si è pensato che fosse finita e che una seconda ondata di contagio non ci sarebbe stata.

“Sono cose che stiamo ripetendo da giorni, se riesci a stabilire una tendenza favorevole vuol dire che le misure prese stanno dando risultati ma non vuol dire che il virus sia scomparso. Non cantiamo la stessa canzone che è stata cantata più volte, anche spesso stonando, nel periodo estivo… il mancato rispetto delle note di questa canzone ci ha portato alla terribile ripresa autunnale”.

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