Dom. Apr 18th, 2021

C’è una Calabria che molti vogliono invisibile ma che è sveglia e lotta. Nello stesso momento, in luoghi diversi demA, Rinascita per Cinquefrondi, La Strada e Calabria Resistente e Solidale (con un appello sottoscritto da 200 attiviste/i) hanno espresso le stesse istanze di cambiamento. E hanno deciso di lottare insieme.

Siamo uomini e donne calabresi che si uniscono per dire basta.

Votare a San Valentino è una decisione irresponsabile, che mette a rischio la salute della cittadinanza e impedisce la partecipazione democratica.

È il sistema che si arrocca: cambiano, a volte, le facce, ma difficilmente cambiano i burattinai ed il grumo di interessi tutelati.

È il sistema che si arrocca a difesa di una fortezza in cui si aggirano delinquenti, ‘ndranghetisti e massoni, una fortezza già blindata dallo sbarramento all’8%.

Un sistema che vuole una campagna elettorale monca, che avvantaggia i soliti potentati che hanno gestito in modo scellerato la sanità dirottando i fondi pubblici alla sanità privata mentre avrebbero dovuto rilanciare la sanità pubblica con assunzioni di personale e riapertura dei presidi.

Una campagna elettorale che avvantaggia quei potentati che hanno gestito in modo inadeguato rifiuti e formazione favorendo ancora una volta i privati; che nulla hanno fatto per dare alla Calabria trasporti e viabilità degni di un paese civile; che hanno lasciato ingovernate le potenzialità del porto di Gioia Tauro; che hanno gestito in modo fallimentare l’acqua pubblica senza alcun controllo, tranne quello clientelare, sulla Sorical; che non hanno attuato alcuna politica per il lavoro, contro il precariato e lo sfruttamento, per la cultura e il turismo; che hanno permesso il saccheggio del territorio parlando all’infinito di dissesto idrogeologico senza realizzare alcun intervento concreto; che non hanno neanche pensato alla lotta contro le disuguaglianze e contro la violenza sulle donne; che hanno cancellato la capacità di questa terra di essere accogliente e solidale.

L’emergenza Covid e il crescente disagio sociale non si possono affrontare con accordi al ribasso e mediazioni a tavolino: è necessaria la costruzione di un’alternativa seria e di reale cambiamento rispetto al quadro politico esistente, per dare risposte ai calabresi e non abbandonare il destino della nostra terra in mano ai soliti predatori.

Vogliamo che le elezioni siano rinviate per permettere lo svolgimento di una campagna elettorale aperta e non di apparato con le solite promesse inutili, vogliamo che il prossimo Consiglio elimini lo sbarramento all’8% perché tutti e tutte abbiano la giusta rappresentanza.

Chi si candida alla Presidenza della Regione deve restituire dignità alle istituzioni e ascoltare i cittadini, i soggetti attivi e le energie sane e positive che sono rimaste fino ad ora inascoltate.

Chi si candida alla Presidenza della Regione deve vigilare sulle risorse del recovery fund ed evitare l’ennesimo scippo di soldi pubblici alla Calabria come è stato col federalismo fiscale e come rischia di essere se sarà attuata l’autonomia differenziata; deve dire basta a strutture speciali, portaborse, consulenti che non servono alla vita democratica della Calabria ma solo ad alimentare sacche di consenso e clientele.

Chi si candida alla Presidenza della Regione deve avere come priorità il contrasto alla massondrangheta e alle logiche clientelari, deve saper coniugare intransigenza e progressismo, perché dove la disuguaglianza è forte, la mafia attecchisce con più facilità. Non bastano gli arresti e i tribunali, occorre costruire lavoro, equità e giustizia sociale.

Siamo uomini e donne calabresi che si uniscono per dire basta agli scempi prodotti sia dal centro-destra, sia dal centro-sinistra.

Siamo aperti all’incontro con chi, come noi, vuole ribellarsi a questo sistema e dare alla Calabria la dignità che merita.   

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