Dom. Gen 17th, 2021

Paziente Covid su un’ambulamza non attrezzata?

Un ennesimo esposto su nuovi disguidi della Centrale operativa Suem 118 dell’Asp reggina è stato inoltrato l’altro ieri dal segretario territoriale dell’Uil-Fpl Nicola Simone alla Procura di Reggio Calabria. L’esposto è stato inviato anche al comandante provinciale della Guardia di Finanza, alla Corte dei Conti e per conoscenza ai ministri deell’Interno e della Salute e al prefetto di Reggio Calabria.

I fatti si sarebbero verificati alle 19 di lunedì scorso, quando la Centrale operativa di Reggio ha allertato il medico in turno, dottor L.D., presso la Pet di Locri per il trasferimento di un paziente intubato dal reparto Sar a Reggio Calabria «senza dare altre spiegazioni». Poiché il personale rispondeva che mancava il ventilatore sull’ambulanza principale (lima 1) è stato chiesto al medico di turno di salire su un secondo mezzo, lima 3, della ditta Italy Emergenza, dotata di ventilatore. «Fin qui – scrive Simone – nulla di eccezionale dato che questo tipo di trasferimento rientra nei compiti specifici del SUEM 118. Se non fosse per il fatto che il dottor L. avrebbe chiesto alla Centrale operativa, ulteriori delucidazioni e solo allora gli sarebbe stato detto che «il paziente era positivo al Covid e non in grado di respirare autonomamente». A questo punto il medico avrebbe deciso di recarsi al Sar per confrontarsi con il medico che aveva richiesto il trasferimento al quale avrebbe fatto presente che per il trasporto del paziente sarebbe stata necessaria una barella speciale di contenimento senza la quale l’equipaggio avrebbe corso gravissimi rischi nonostante i dispositivi di sicurezza personale. Ma tali barelle, sempre secondo la denuncia di Simone, in dotazione in numero di tre, non sarebberi state utilizzabili «per motivi ancora non chiari – evidenzia Simone – e l’unica in atto utilizzata si trova su un’ambulanza dedicata ai trasferimenti dal GOM di Reggio Calabria al reparto covid di Gioia Tauro e sarebbe attiva esclusivamente nella fascia oraria 8-20». «Senza la barella di contenimento – spiega il sindacalista – non può avvenire il trasferimento di un paziente che non respira autonomamente dal momento che deve deve essere necessariamente assistito da un ventilatore automatico collegato a un circuito di respirazione che emette l’aria espirata nell’ambiente circostante, non essendo un circuito chiuso, e il personale sanitario che assiste il paziente sarebbe stato pertanto esposto a una atmosfera satura di particelle infette per un tempo improponibile con la quasi certezza assoluta di contrarre il covid».

«Se in servizio ci fosse stato un medico meno esperto del dottor L., che avesse accettato di effettuare il trasferimento – evidenzia il segretario della Uil-Fpl – si sarebbe messa a repentaglio la vita di tutti gli operatori sanitari al momento in servizio».

Simone nel sottolineare che in questi anni il Suem 118 è stato costantemente depotenziato «in modo tanto organizzato e metodico da far pensare a un intenzionale proposito», si meraviglia che «oggi, a 11 mesi dall’inizio della pandemia, una centrale operativa gestisca con tanta superficialità un trasferimento del genere senza avere cura di non esporre gli operatori ad inutili rischi».

fonte gazzetta del sud

 
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