Mar. Gen 19th, 2021

L’uomo, un egiziano, ad aprile è stato espulso dall’Italia perché ritenuto in contatto con il terrorista islamico responsabile nel 2016 dell’attentato ai mercatini di Berlino

Natalina Papandrea scomparve la mattina del 17 novembre 2017. I familiari: «Non avrebbe mai abbandonato la figlia»
 

Si infittisce con scenari inquietanti il mistero di Natalina Papandrea, la 44enne di Roccella sparita nel nulla tre anni fa, madre di una bambina di 9 anni che ancora chiede di lei. A distanza di tre anni da quel 17 novembre 2017, gravi interrogativi ancora ruotano attorno a questa vicenda di cronaca, con numerosi punta poco chiari, tutti ancora da decifrare. Il mistero ulteriore ruota intorno alla figura del suo ex compagno e padre della bambina, A.H., un egiziano 45enne, dal quale Natalina si allontanò poco dopo la nascita della figlia. L’uomo è stato espulso dall’Italia nell’aprile scorso perché risultato in contatto col terrorista islamico Anis Amri, il tunisino di 38 anni ritenuto il responsabile dell’attentato ai mercatini di Berlino nel dicembre del 2016 e in seguito rimasto ucciso, il 23 dicembre dello stesso anno, a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, in un conflitto a fuoco con due agenti di Polizia.

Natalina Papandrea era tornata a Roccella dopo averne trascorsi oltre dieci a Milano, città dove appunto aveva conosciuto il padre di sua figlia, che l’avrebbe abbandonata subito dopo la nascita della bambina e molti anni prima di essere destinatario del provvedimento di espulsione. E prima ancora, pare che l’uomo avesse iniziato a collaborare con le autorità italiane, e per questo sarebbe finito nel mirino dei guerriglieri dell’Isis.

Natalina Papandrea, dopo il rientro nel suo paese d’origine, viveva in via Carrera, nell’abitazione di famiglia insieme alla piccola figlia, alla madre e a tre sorelle, e lavorava saltuariamente come collaboratrice domenica o addetta alle pulizie. Una vita, la sua, scandita dai tempi del lavoro. Sveglia intorno alle 5,30 e poi la solita passeggiata sul lungomare per vedere sorgere il sole e una capatina in chiesa, visto che era molto religiosa. Tornava a casa verso le 7 per accudire la figlia e accompagnarla a scuola. Il 17 novembre 2017 Natalina, secondo la ricostruzione dei familiari, vagliata dai carabinieri della Stazione di Roccella, sarebbe uscita all’alba come al solito, portando con sé soltanto il cellulare, lasciando documenti e soldi in casa, sul tavolo del soggiorno. La donna aveva con sé anche l’ombrellino di colore chiaro della figlia perché quella mattina cadeva una leggera pioggia. Natalina da quel momento è sparita dalla circolazione. Di lei è rimasto soltanto l’ombrellino, che i carabinieri hanno trovato sulla spiaggia in un tratto di arenile alla periferia sud della cittadina. Gli ultimi a vedere Natalina Papandrea quella mattina del 17 novembre 2017 sono stati il proprietario di un bar e un pensionato.

La denuncia di scomparsa è stata presentata nel tardo pomeriggio di quello stesso giorno dai familiari della donna, secondo i quali per nessuna ragione al mondo Natalina si sarebbe allontanata da casa abbandonando la figlia, alla quale era visceralmente legata. Sono quindi iniziate le ricerche da parte dei carabinieri e di diversi volontari. Di Natalina, però, non è stata mai trovata alcuna traccia.

Le prime ipotesi si sono orientate su un improbabile appuntamento con qualcuno, oppure sulla possibilità di un passaggio in auto da parte di sconosciuti. Eppure Natalina, molto conosciuta e ben voluta nella cittadina roccellese, non era solita accompagnarsi con nessuno. L’ex compagno egiziano, stando a quanto emerso dalle indagini, l’avrebbe incontrata tre mesi prima, poi però fu arrestato e il giorno della scomparsa della donna si trovava in carcere.

«Natalina – è stato ancora una volta ribadito dai familiari e in particolare dalle sorelle – è stata sempre una bravissima persona e una donna molto religiosa. Uscendo di casa, il 17 novembre 2017, non ha portato con sé abiti e neppure denaro e documenti d’identità, per cui è da escludere che avesse intenzione di allontanarsi per qualcosa di diverso dalla solita passeggiata mattutina. Ci auguriamo che si trovasse in un momento di confusione e che si sia allontanata volontariamente: preferiamo pensare questo piuttosto che a qualcuno che possa averle fatto del male. Noi, comunque, aspettiamo sempre il suo ritorno, e se qualcuno sa qualcosa speriamo che si decida a parlare».

Intanto, il giallo rimane, insoluto e avvolto nel mistero.

fonte gazzetta del sud

 

SERVIZIO DI GIUSEPPE MAZZAFERRO

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