Mer. Lug 6th, 2022
 8 milioni e 585 mila euro. È quanto annualmente sborsa l’Asp di Reggio Calabria per il pagamento di canoni d’affitto per locali in uso a proprie strutture ed uffici. Locali, in molti casi, fatiscenti e non idonei sia sotto il profilo igienico che sanitario. Un vero e proprio spreco, considerato che l’Azienda Sanitaria Provinciale, già di suo, dispone di locali, terreni e appartamenti di proprietà, in atto completamente non utilizzati.
Insomma, un patrimonio tale da non giustificare una incongrua, quanto poco virtuosa, spesa milionaria.
Solo in minima parte risultano utilizzate o per nulla operative intere strutture ospedaliere quali quelle di Gioia Tauro, Palmi, Oppido Mamertina, Cittanova, Rosarno (sulla Piana di Gioia Tauro). Scilla e Melito Porto Salvo a pochi chilometri da Reggio. Siderno e Gerace (nella zona Jonica) con decine di locali immediatamente fruibili su tutto il territorio provinciale.
Insomma, si continua a sperperare denaro pubblico e la Commissione Straordinaria, nominata dal Governo, dopo lo scioglimento dell’azienda per infiltrazioni di ‘ndrangheta, “a tutt’oggi non ha fatto nulla perché si evitasse tutto questo spreco” denuncia oggi la Segreteria Territoriale reggina della UIL FPL, in un esposto, a firma del segretario Nicola Simone, indirizzato ai Ministeri dell’Interno e della Salute, alla Procura di Reggio Calabria, alla Procura della Corte dei Conti di Catanzaro, al Commissario ad acta per il piano di rientro dal debito sanitario, al Direttore del Dipartimento regionale Salute e al Prefetto di Reggio.
Questo spaccato – per la UIL FPL – è l’ennesima dimostrazione di come la Commissione Straordinaria “non abbia conseguito alcuno degli obiettivi che gli erano stati posti alfine di risanare l’Ente sanitario riportandolo ad uno stato di normalità”.
Francesco Chindemi reggiotv.it
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