Gio. Gen 21st, 2021

“La storia della sanità calabrese e reggina , in particolare del segmento ospedaliero,  degli ultimi dieci anni ha registrato alcuni fatti incontrovertibili. Il Commissariamento ha fallito la sua missione di risanamento economico-finanziario, tant’è che il debito annuale, tra alti e bassi, è rimasto sostanzialmente  inalterato,  mentre quello complessivo continua ad essere una voragine  inquietante.  Le rendite parassitarie non sono state minimamente scalfite, le baronie imperano ancora con la connivenza delle  burocrazie ai diversi livelli, mentre i LEA  hanno subito un ulteriore, drammatico ridimensionamento. In più , a dispetto della enormità degli investimenti tra gli anni ’90 e primi  anni 2000 per dotare il territorio di nuovi ospedali e  ammodernare quelli esistenti, dall’inizio di questo decennio – CONTRORDINE! – col Commissariamento si è proceduto  allo smantellamento dell’esistente, nella falsa convinzione che chiudere strutture sul territorio fosse la panacea di tutti i mali, non solo sanitari, regionali”.

E’ quanto afferma l’Avv. Pasquale Imbalzano,  più volte consigliere comunale al Comune di Reggio.

“Se i risultati sono  innegabilmente questi, tant’è che  la Calabria è diventata “Zona Rossa”,  al pari della Lombardia che da mesi registra migliaia  di morti COVID,  sol perché ha un sistema sanitario al limite del  collasso, è anche  banale sostenere che urge nel settore una immediata inversione di tendenza in ordine alle  scelte che dovranno essere assunte,  per non far precipitare nel baratro  quel poco che ancora resiste e  togliere completamente ai calabresi ed ai reggini il sacrosanto diritto alla salute. Altro che logica degli ospedali da campo, oggi adottata per l’emergenza in corso,  ma domani chissà perché!   Riaprire gli ospedali inattivi ed immediatamente utilizzabili, che ospitano uffici o sono  sedi di poliambulatori, in una logica di complementarietà territoriale,  nonchè rafforzare quelli esistenti,  ridotti oggi  al lumicino, che se funzionanti avrebbero potuto accogliere centinaia di pazienti, sia ordinari che colpiti da Covid , invece che  costretti nelle corsie dei Pronto Soccorso e qualche volta sulle ambulanze. Questo punto di partenza è un imperativo da cui non si sfugge”, continua Pasquale Imbalzano.

“E’ possibile tenere vuoto un ospedale come quello di Taurianova, al centro della Piana, già sede di un reparto  di Medicina di eccellenza, a suo tempo pure cablato, o quello di Cittanova, per anni punto di riferimento per l’Ortopedia? In attesa del nuovo Ospedale territoriale tra 5 o 10 anni,   la struttura di Palmi può continuare ad  ospitare soltanto l’unica Camera Iperbarica della provincia di Reggio?    Per quello di Gioia Tauro, da un paio d’anni progressivamente mortificato con trasferimenti di personale e di reparti, non si è trovato di meglio, nella logica dell’emergenza e dell’improvvisazione, di  utilizzarlo come Centro Covid”, aggiunge ancora Pasquale Imbalzano.

“C’è poco da sottolineare, sulle attuali condizioni del  glorioso Ospedale di Melito, unica struttura dell’Area Grecanica, dopo lo smantellamento di Reparti fiori all’occhiello della sanità Calabrese , a partire da quello storico di Ostetricia, e sulla necessità di un suo rilancio. Mentre nulla si sa del fantasma dell’Ospedale di Gerace, quello di Locri, pur  depotenziato, è  costretto a sobbarcarsi i bisogni di tutta l’Area Locridea. Per non parlare delle Case della Salute rispettivamente di Scilla, dove grazie alle battaglie politiche di alcuni di noi, è stato finalmente aperto il “centro di Procreazione Medicalmente Assistita”, e di Siderno esistente solo sulla carta, nonostante  un corposo finanziamento da anni colpevolmente e misteriosamente  inutilizzato”, continua ancora Pasquale Imbalzano.

“Vogliamo confidare nella intelligenza, nella capacità decisionale e nel pragmatismo del  nuovo Commissario, il Prefetto Longo,  per avviare un  capovolgimento della   funesta tendenza al ridimensionamento perpetrata in  questi anni. Urgono scelte equilibrate e soprattutto compensative dei deficit di LEA  sofferti sia dal territorio pianigiano che da quello grecanico-locrideo. Ma si faccia presto, anzi prestissimo, perché il prezzo in perdite di vite umane e di  costi sociali pagati dai cittadini  sono stati troppo alti e non  sono più ulteriormente sopportabili”, conclude Pasquale Imbalzano.

                         Avv. Pasquale Imbalzano

 

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