Sab. Gen 23rd, 2021

Doppio fronte che si auspica di affrontare con i vertici dell’Asp e il prefetto Massimo Mariani Calabrese nominato rappresentante dei primi cittadini in seno alla Conferenza dell’Azienda

Avanzata la proposta, in vista di una possibile nuova ondata pandemica, di chiedere l’attivazione di una quarta “Usca”Albanese e Martino organizzano i sit-in domenicali all’ex ospedale.
 

Risposte ottimali delle Usca rispetto alle esigenze del territorio, riattivazione dell’ex ospedale di Siderno e qualificazione dell’ospedale di Locri. Questi i temi trattati dell’assemblea dei sindaci della Locride che ha anche designato il nominativo del suo rappresentante in seno alla Conferenza dei sindaci dell’Asp di Reggio Calabria nella persona di Giovanni Calabrese, primo cittadino di Locri. L’assemblea, convocata in remoto è stata aperta da una relazione della presidente Caterina Belcastro che ha relazionato sull’incontro avuto con il presidente del Comitato Giuseppe Campisi e il delegato per la sanità Giovanni Calabrese con il prefetto Massimo Mariani per fare il punto sulla situazione epidemiologica della provincia reggina, presentì anche il Direttore sanitario Antonio Bray e il responsabile del Distretto sanitario Domenico Carbone.

La delegazione dei sindaci ha rappresentato l’opportunità di una migliore distribuzione territoriale delle Usca viste le lamentele di molti sindaci e soprattutto di tanti cittadini. Come è noto nella fascia ionica reggina sono state attivate tre Usca ( Palizzi, Marina di Gioiosa e Caulonia) ma sono state rilevate perplessità sia in ordine alla loro distribuzione territoriale, sia alla loro insufficienza (50.000 cittadini per ogni sede Usca). Caterina Belcastro ha affermato che esiste la disponibilità dal parte dell’ Asp a rivedere l’attuale distribuzione territoriale ed ha proposto la formazione di una delegazione per affrontare direttamente il problema con Bray e Carbone. Alla fine, fermo restando la piena fiducia espressa dagli altri sindaci sull’operato di Belcastro, Campisi e Calabrese, è stata ravvisata la possibilità di un incontro con i responsabili sanitari dell’ Asp “in remoto” in modo da consentire a tutti i cittadini di partecipare. Ed è stata avanzata la proposta, visto il pericolo di una nuova ondata pandemica, di chiedere l’attivazione di una quarta Usca.

Nel corso della discussione sono state anche affrontate le problematiche sanitarie generali del territorio, a iniziare dalla necessità di insistere per la riattivazione dell’ex ospedale di Siderno, e di una altrettanto necessaria riqualificazione dell’ospedale di Locri. Il dibattito è stato molto lungo con interventi di Geppo Femia (Marina di Gioiosa), Vincenzo Loiero (Grotteria), Giovanni Calabrese (Locri), Giuseppe Campisi (Ardore), Aldo Canturi (Bianco), Domenico Mantegna (Benestare), Vittorio Zito (Roccella), Giorgio Imperitura (Martone).

Si è poi parlato della designazione del componente in seno alla Conferenza dei sindaci dell’Asp ( la nomina dovrà essere ufficializzata lunedi a Reggio, in una riunione già convocata dal sindaco Falcomatà ). Anche qui si è aperto un dibattito ma alla fine su proposta di Aldo Canturi, via via avallata da tutti gli altri sindaci, la designazione, passata all’unanimità, è caduta su Giovanni Calabrese che ha ringraziato per la fiducia ed ha chiarito la sua intenzione di portare in seno alla conferenza dei sindaci le istanze di tutto il comprensorio nella consapevolezza che la nuova strada scelta dai sindaci della Locride, quella dell’unità e della compattezza, è l’unica che possa dare , in un momento delicato come quello che si sta vivendo, risultati positivi.

«Occorre ricostruire un servizio sanitario generale, di medicina del territorio, andando a controllare la situazione di ogni ospedale e struttura sanitaria, analizzando quello che manca in termini di reparti, laboratori e personale». Il comitato spontaneo, guidato da Sasà Albanese e Francesco Martino, nato per invocare l’immediata riapertura dell’ex Ospedale di Siderno, con annessa attivazione della Casa della salute, punta decisamente a smuovere le acque su problemi che si trascinano da tempo senza spiegazioni logiche in un settore, che non può tollerare ulteriori ritardi. Albanese e Martino, mentre annunciano che «continueremo con le nostre iniziative domenicali, sit-in al mattino, dalle 10,30 e flash-mob con auto alle 18» avanzano la richiesta di una convocazione per chiedere al prefetto di Reggio Calabria, all’Asp e al commissario regionale Guido Longo, invitando anche Gino Strada, l’apertura di un tavolo d per capire «che fine ha fatto la Casa della salute e dove sono andati a finire i 9,760 milioni ad essa destinati». «Ed è necessario – aggiungono – discutere quali altri servizi potrebbe consentire una struttura di questa natura, grande e in ottime condizioni, perché che utilizzata solo come Casa della salute sarebbe sottodimensionata, e un territorio che ha bisogno di servizi non può sprecare l’opportunità».

«L’apertura della Casa della Salute – aggiunge in Comitato – che diventare un anello, con l’ospedale di Locri, per la ricostruzione sul territorio di una sanità che sconta ritardi, inefficienze e precarietà. Vogliamo unire tutte le forze politiche e sociali di Siderno ma vogliamo coinvolgere quelli dei paesi della Locride e non solo. Vogliamo costruire un comitato formato da un nucleo di cittadini e ci stiamo anche collegando con altre realtà sul territorio calabrese: Cariati, Praia a Mare e altri, perché tutti siamo, da anni, nella stessa situazione. Chi ha le possibilità si rivolge al privato, chi non ce l’ha, resta ai margini e rischia di trascurare patologie facilmente curabili e poi ritrovarsi in condizione di non poter affrontare e risolvere i problemi della salute. È fondamentale afferma – che la Calabria cambi registro. Dobbiamo uscire dal commissariamento prima possibile». E per quanto riguarda i debiti accumulati dalla sanità, «si faccia una commissione tecnica, e si mandino gli altri alla Corte dei conti e alla Procura della Repubblica, e si accertino le responsabilità».

a.b.

SERVIZIO DI GIUSEPPE MAZZAFERRO

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