Mar. Gen 26th, 2021

Don Lando: «La Chiesa ha prodotto una traduzione al passo con i tempi»

Molto apprezzata per la chiarezza, la ricchezza di spunti e l’approfondimento dei contenuti dal punto di vista teologico, liturgico e musicale, la conferenza dedicata alle novità del Messale romano, da poco entrato in vigore, tenuta da don Domenico Lando in chiesa Matrice, alla presenza di numerosi fedeli e rappresentanti del consiglio pastorale. L’iniziativa è stata organizzata dal parroco padre Francesco Carlino, che ha ritenuto utile per la comunità roccellese invitare il giovane sacerdote, esperto in musica sacra nonché direttore del coro diocesano di Oppido-Palmi, al fine di illustrare gli stimoli e gli spunti offerti dal nuovo testo.

«Innanzitutto è un modello per aiutarci a celebrare. Si tratta della terza edizione in lingua italiana del Messale di Paolo VI, che si è resa opportuna per adeguare il libro liturgico alla nuova traduzione, a partire dall’originale latino, dei testi della Bibbia approvata della Cei», ha spiegato don Lando, prima di soffermarsi sulle modifiche introdotte sia nella parte che riguarda il celebrante, sia nelle risposte da parte dell’assemblea dei fedeli. «Ogni preghiera che diciamo durante la messa non è scritta a caso e nella misura in cui cresciamo come popolo siamo chiamati anche a modificare la nostra traduzione se per il nostro tempo non va bene. La Chiesa in questo senso è stata attenta ad intervenire con una traduzione al passo con i tempi, un linguaggio più inclusivo (ad esempio: è stato aggiunto “sorelle” nei testi in cui nell’originale latino compare solo il termine “fratelli”, ndc) e un maggiore risalto al canto, soprattutto nella celebrazione domenicale», ha aggiunto il giovane relatore.

Sulle modifiche relative al Padre Nostro è intervenuto padre Francesco Carlino: «È stata la parte più controversa per via della nuova formula “Non abbandonarci alla tentazione”, voluta dai vescovi ma criticata dagli esegeti. La traduzione più fedele al testo greco è quella dei francesi, basata sulla Bibbia di Gerusalemme, che esprime il senso della preghiera a Dio di non lasciarci andare verso la tentazione, di non fare in modo che ci troviamo davanti al pericolo».

fonte gazzetta del sud

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