Lun. Gen 25th, 2021

Calabrese: «Porteremo il caso all’Asp, la riapertura del presidio gioverebbe all’ospedale di Locri e sarebbe fondamentale in caso esplodesse una nuova emergenza da Covid-19». Gli organizzatori: «È tempo di passare alla seconda fase, quella degli incontri istituzionali»

«È un segnale molto importante per l’intero territorio. Questo ospedale rappresenta il simbolo della sanità della Locride ed è funzionale anche all’ospedale di Locri». Il sindaco locrese Giovanni Calabrese, da qualche giorno anche rappresentante dei sindaci in seno all’Asp di Reggio Calabria, domenica mattina era in prima linea nel sit-in organizzato per la quarta settimana consecutiva all’ex ospedale di Siderno. Una manifestazione che in quest’ultima occasione si è notevolmente allargata: vi hanno partecipato, infatti, anche numerosi cittadini arrivati da comuni vicini a conferma del fatto che è ormai “passata” l’idea che la rivendicazione è dell’intero territorio della Locride e non già solamente del comune di Siderno che si è visto privare dieci anni addietro di un presidio sanitario allora perfettamente funzionante. Con la promessa di trasformarlo in una Casa della salute, finanziata sette anni addietro con 9.760.000 euro ma rimasta ancora sulla carta malgrado la firma di due convenzioni tra Regione, Asp e Amministrazione comunale.

Questa volta a supportare la manifestazione c’erano anche i rappresentanti dei sindaci della Locride, appunto con Giovanni Calabrese, anche lui convinto che l’attivazione della Casa della salute sarebbe un toccasana anche per la qualificazione dell’ospedale di Locri nell’ottica di un complessivo riordino della sanità nella Locride.

«Dopo tante chiacchiere – ha detto Calabrese – e tante promesse per questo territorio, siamo ancora a un nulla di fatto. L’iter raccontato dall’ex direttore dell’Asp Pasquale Mesiti sui gravi ritardi dell’attivazione della Casa della salute di Siderno la dice lunga sull’attenzione che esiste per il territorio. Solleveremo il problema in seno all’Asp. Se malauguratamente il virus dovesse “scoppiare” anche qui da noi pagheremo le gravi conseguenze di questo grave ritardo. Bisogna invertire la rotta e bisogna capire perché non sono stati utilizzati circa dieci milioni per l’ospedale di Siderno e circa 15 milioni per l’ospedale di Locri».

Calabrese non si smentisce, è un fiume in piena. Gli fa eco Aldo Canturi, sindaco di Bianco che lancia la sua proposta, tutt’altro che campata per aria: «La battaglia per Siderno è una battaglia dell’intero territorio e noi dobbiamo chiedere alla Regione anche la creazione di un’azienda ospedaliera autonoma che comprenda Locri, Siderno e Polistena. È l’unico modo per dare a questa parte della provincia reggina una sanità degna di questo nome».

Sasà Albanese e Francesco Martino questa volta sono soddisfatti dei partecipanti, che sono diventati più numerosi. «Continueremo ad oltranza – affermano – e adesso è tempo di passare anche alla seconda fase, quella degli incontri con i rappresentanti istituzionali. Ci sono troppe cose da chiarire e non si può tollerare che questa struttura rimanga ancora chiusa con le grosse necessità sanitarie che esistono».

Anna Romeo, ex vicesindaco, sollecita la costituzione di un comitato operativo: «“ – dice – e con la consapevolezza che le nostre richieste sono richieste dell’intera comunità della Locride».

Tra la folla c’è anche il sindacalista locrese Nicola Simone (Uil-Fp): «Sarebbe opportuno, a parte la Casa della salute, riaprire l’ospedale con una quarantina di posti letto per riabilitazione, lungodegenza o Rsa. Sarebbe uno sfogo anche per l’ ospedale di Locri. E bisognerebbe intervenire anche su Gerace che è una struttura abbandonata».

Antonio Sgambelluri è stato in servizio all’ex ospedale per molti anni: «È una struttura che ha dato tanto al territorio. Adesso c’è l’occasione di riaprirla e non bisogna perderla. Ci sono molti posti letto disponibili». E Antonio Cutugno, candidato a sindaco aggiunge: «Siamo riusciti finalmente a sensibilizzare la popolazione. Bisogna continuare sino a quando non si raggiungerà questo giusto obiettivo».

Michele Iannopollo, già storico primario di Cardiologia all’ospedale di Siderno «È stata una struttura d’eccellenza; in chirurgia con Galasso, in Urologia con Scopelliti, in Cardiologia con il sottoscritto, in Dermatologia con Schirripa e in Anestesia con Latella e Occhiochiuso. È stato un peccato chiuderlo. Adesso bisogna lottare per riaprirlo».

Mario Diano, presidente del Corsecom, osserva: «Questa partecipazione popolare è la dimostrazione della necessità di riaprirlo. Bisogna partire con la Casa della salute e, poi, seguire le necessità del territorio per creare una sanità a misura dell’utenza della Locride».

Antonio Commisso, ex assessore all’Ambiente: «Questa dovrebbe diventare una manifestazione permanente sino a quando non si avranno risposte precise. Adesso bisogna sensibilizzare le istituzioni a livello regionale per dare un adeguato servizio sanitario alla Locride».

Secondo Maria Teresa Fragomeni, ex assessora regionale, «dopo la firma della seconda convenzione a cui ho partecipato direttamente la burocrazia ha bloccato l’iter della Casa della salute. Bisogna spostare a Reggio Calabria la protesta e superare le pastoie burocratiche».

La manifestazione ieri si è arricchita di un’ulteriore iniziativa. Subito dopo il sit-in, un corteo di auto ha attraversato la città percorrendo le due arterie più importanti, il corso Garibaldi e il corso della Repubblica. Mentre in serata, è stato organizzato un flash mob con i fari di diecine di autovetture puntati sull’ex ospedale per “illuminare” simbolicamente la struttura che si vuole riportare a nuova vita.

Le manifestazioni, è stato detto a conclusione, continueranno a oltranza, ogni domenica, sino a quando non si avrà assicurazione che sono stati sbloccati gli impedimenti burocratici che hanno interrotto l’iter attuativo della Casa della salute. Nell’immediato, inoltre, il Comitato spontaneo ha già programmato di chiedere un incontro con i vertici dell’ Asp, con la Regione e con il neo Commissario regionale alla sanità, Guido Longo, al quale si vuole rappresentare la situazione e si vogliono chiarire le enormi difficoltà sanitarie che esistono sull’intero territorio della Locride dove, appunto, esiste una struttura ospedaliera come quella di Siderno che malgrado l’attuale emergenza continua a rimanere chiusa.

ARISTIDE BAVA

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