Lun. Ago 15th, 2022

“C’é rischio concreto di sviluppare sindromi depressive”

“È indispensabile organizzare il ritorno in presenza degli studenti, in piena sicurezza, al fine di evitare diversi controeffetti che incidono negativamente sul loro sviluppo psico-fisico. Recenti studi dimostrano, infatti, il concreto rischio che i bambini alle prese con la didattica a distanza, quindi collegati con un dispositivo per alcune ore al mattino, e che trascorrono il pomeriggio in casa, possano essere colpiti dalla cosiddetta sindrome della capanna o comunque da disturbi depressivi”. Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale Luigi Tassone, che sottolinea “le possibili problematiche derivanti da un intero anno senza la scuola tradizionale” e chiede “un rientro fra i banchi al più presto”. “Nella fase di massima emergenza – aggiunge Tassone – era corretto e sacrosanto intraprendere tutte le iniziative volte a minimizzare i contagi da Covid-19 e a proteggere tutti, specie le categorie più deboli. Con il cambio, almeno parziale, della situazione, è giusto individuare tempestivamente gli altri rischi e mettere in atto i provvedimenti volti a disattivarne gli effetti. Tutti gli alunni, soprattutto i più piccoli, hanno bisogno di interagire con i loro compagni e con gli insegnanti, di avere normali contatti sociali, di uscire e praticare sport. La vita estremamente sedentaria a cui sono stati costretti per via della pandemia può rappresentare un pericolo per la loro serenità e per la loro crescita, causando conseguenze nefaste sull’aspetto psicologico e comunicativo. Stare chiusi in casa per periodi prolungati, secondo quanto spiegato dagli psicologi, può provocare nervosismo, apatia, depressione e disagi simili”. Alla luce di questo “quadro preoccupante”, Tassone sollecita “la ripresa delle attività didattiche nelle classi, in modo da eliminare ogni fonte di potenziale stress o trauma e da consentire un ritorno alla vita abituale”.

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