Dom. Ago 7th, 2022

Il coordinatore provinciale di Slai Cobas, Nazzareno Piperno, “attacca” anche l’Amministrazione comunale di Siderno che «sollecitata dalla scrivente organizzazione ad un incontro – afferma – nella logica di dialogo e di confronto preliminare che deve precedere le successive eventuali iniziative di protesta, ha ritenuto di non fornire alcun riscontro alla richiesta avanzata dal sindacato. E ciò nonostante le rivendicazioni dei lavoratori e gli argomenti da trattare fossero della massima importanza riguardando le gravi criticità inerenti lo svolgimento del rapporto di lavoro di numerosi lavoratori dipendenti del Settore 6 del Comune di Siderno in servizio come operatori esterni».

«Si andava – spiega Piperno – dalla segnalazione di un’evidente disparità di trattamento tra i dipendenti interni e gli operatori esterni per quanto riguardava la tempestività dei pagamenti e il mancato rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro. Basti pensare ad alcuni lavoratori costretti a prestare servizio senza i necessari dispositivi di protezione individuale a cominciare dalle scarpe antinfortunistiche. Lavoratori costretti, inoltre, a lavorare senza aver mai potuto usufruire di servizi igienici adeguati. Elementi della massima importanza che si sostanziano, si ripete, in gravi violazioni della normativa sulla sicurezza sul lavoro e che ciononostante l’Amministrazione in questione non considera argomento sufficiente per accettare di incontrare i lavoratori e chi li rappresenta».

Slai Cobas fa seguito al recente attacco a Locride Ambiente e aggiunge che le rivendicazioni si riferiscono anche alla «inspiegabile mancata consegna ai lavoratori dei buoni-pasto» fino all’altrettanto «inspiegabile ritardo nel pagamento ai lavoratori dei vari istituti economici previsti dal contratto che non vengono liquidati da molto tempo nonostante l’obbligo di corresponsione mensile previsto dal contratto». Si contesta, quindi, «nonostante l’atteggiamento collaborativo e di apertura, teso alla risoluzione pacifica delle criticità nell’interesse di tutti, dimostrato dal sindacato» il «reiterato quanto incomprensibile silenzio che proviene – aggiunge lo Slai-Cobas – da un ‘Amministrazione pubblica che nell’occasione è rappresentata da commissari prefettizi, dai quali ci aspettavamo e ci aspettiamo ancora un diverso atteggiamento».

Slai Cobas, infine, dopo aver ribadito che nessuno fermerà l’azione sindacale a tutela dei lavoratori aggiunge che «se nessuno risponderà, allora vuol dire che bisogna irrigidirsi ed alzare il livello. Per questo, perdurando il silenzio dell’Amministrazione, si valuterà di intraprendere tutte le necessarie e conseguenti iniziative di carattere sindacale, senza escludere ovviamente neanche lo sciopero, necessarie a far sentire ancora una volta la voce di lavoratori che, invece, qualcuno vorrebbe, magari anche stancandoli, ridurre al silenzio».

a.b.

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