Ven. Feb 26th, 2021

Da giorno 10 dicembre, con l’ordinanza n° 93 a firma del Presidente Spirlì, è stato disposto che l’attività di tracciamento e la trasmissione dei dati dovranno essere effettuati dalle Aziende Sanitarie ” in linea con quanto previsto dal sistema di monitoraggio nazionale”.

Da tempo, la Calabria è al centro di un’attenzione mediatica che ha messo in luce episodi a dir poco sconcertanti. Si va dai dati contabili fatiscenti alla mancata adozione dei bilanci, da un contenzioso

indeterminato al debito non quantificabile. Adesso, dopo ben cinque mesi dalla attivazione del sistema informatico fornito dalla stessa Protezione civile ed utilizzato in tutte le altre regioni d’ Italia, anche su questo aspetto ci si accorge, perché richiamati dalle Istituzioni competenti, che nelle Aziende Sanitarie della nostra regione regna l’anarchia più assoluta.

A dire dello stesso responsabile della Protezione civile regionale, Fortunato Varone, per favorire l’implementazione del sistema informatico, erano stati fatti incontri e forniti anche gli strumenti necessari, ma il risultato è stato che la nostra Regione permane nella fascia di rischio alto a “titolo precauzionale”, per l’impossibilità della valutazione dei dati.

C’è da chiedersi: perché un controllo sul rispetto delle procedure, da parte di chi a livello regionale ha competenza in merito, non è stato fatto prima? Poco meno di un mese addietro, la Calabria è stata inserita tra le regioni “rosse”, ad alto rischio, insieme a Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, nonostante i numeri contenuti dei contagi. In questa occasione, a pesare, più che la diffusione del virus, è stata la condizione di criticità dei nostri servizi sanitari. Oggi, non essendo disponibili i dati per la valutazione del rischio, siamo costretti, a ragione o meno, a rimanere in fascia arancione.

Quello che è gravissimo, a parere del Movimento, è che non ci si rende conto che da questi dati dipendono le libertà personali dei cittadini, l’attività scolastica dei nostri figli, la possibilità o meno di visite e di ricoveri ospedalieri in elezione, l’apertura o la chiusura di attività, di esercizi commerciali, ristoranti, bar, palestre… Inoltre, mentre sono sempre più numerosi i moniti, da parte del mondo scientifico, di una possibile terza ondata dell’epidemia legata ai mesi invernali, nella Locride ci sono iniziative che aspettano ancora di essere attivate.

Ci riferiamo, in particolare, all’ autorizzazione per processare i tamponi molecolari presso il Laboratorio analisi dell’Ospedale di Locri e all’attivazione dei posti letto per i pazienti positivi al Covid 19, a bassa intensità di cure. Per quanto riguarda i tamponi, non riusciamo a comprendere, considerata l’importanza del fattore tempo nel tracciamento, quali siano i veri motivi che ne ostacolano l’iter procedurale. Ci sono interessi particolari da salvaguardare? Ci chiediamo perché la Regione non faccia chiarezza su questo punto, nonostante il bisogno e le richieste parte di numerose strutture pubbliche, per come più volte riportato da servizi televisivi ed organi di stampa.

Ed i posti letto Covid da attivare? Accantonata l’ipotesi della tenda da campo, dopo il sopralluogo con il Responsabile della Protezione civile regionale e l’individuazione della struttura dove allocarli, ci interroghiamo sullo stato della procedura, oppure dobbiamo continuare a sperare che non ci sia la necessità.

 

Su tutto questo, così come anche sulle responsabilità, Il Movimento LocRinasce ritiene che la Regione debba fare chiarezza.

 

Il Movimento Politico LocRinasce

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