Lun. Giu 27th, 2022

Ottime, ottime, ottime notizie. Il cocktail di anticorpi monoclonali umani della Eli Lilly (peraltro prodotti in Italia, a Latina!) riduce il rischio di ospedalizzazione e di morte del 70%. Da notare, nessun morto tra i pazienti trattati”. Lo scrive sui social Roberto Burioni, virologo dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, commentando i dati dello studio di fase 3 sulla combinazione di due anticorpi monoclonali targati Lilly. “Adesso muoviamoci“, chiosa il virologo.

 

I due anticorpi monoclonali della Lilly insieme hanno ridotto in maniera significativa i ricoveri e i decessi correlati a Covid-19 in pazienti ad alto rischio recentemente diagnosticati. L’annuncio è stato dato dalla stessa Eli Lilly and Company che parla su dati di fase 3 di una riduzione del rischio del 70% nei ricoveri e decessi. Bamlanivimab ed etesevimab insieme hanno anche dimostrato miglioramenti statisticamente significativi su tutti i principali endpoint secondari, fornendo una forte evidenza che la terapia ha ridotto la carica virale e accelerato la risoluzione dei sintomi. “Questi risultati entusiasmanti, che replicano i dati positivi di Fase 2, aggiungono un’importante evidenza clinica sul ruolo che gli anticorpi neutralizzanti possono svolgere nella lotta contro questa pandemia. Mentre la natura preliminare dei risultati di fase 2 sugli anticorpi monoclonali neutralizzanti per Covid-19 poteva determinare un’accettazione limitata del trattamento, questi dati di fase 3 rafforzano ulteriormente le prove disponibili”, ha affermato Daniel Skovronsky, MD, Ph .D., Direttore scientifico di Lilly e presidente dei Lilly Research Laboratories.

“Il bilancio delle vittime di COVID-19 continua a salire in tutto il mondo e i ricoveri, in particolare negli Stati Uniti, hanno raggiunto livelli record. Questi dati supportano ulteriormente la nostra convinzione che bamlanivimab ed etesevimab insieme abbiano il potenziale per essere un trattamento importante che riduce significativamente le ospedalizzazioni e la morte in pazienti COVID-19 ad alto rischio. Siamo in attesa di ricevere l’autorizzazione dell’uso di emergenza della FDA per questa terapia potenzialmente salvavita. In particolare, la diminuzione del 70 per cento del rischio di ospedalizzazioni o morte osservata in questo studio di fase 3 di bamlanivimab ed etesevimab insieme è coerente con la riduzione del rischio di ospedalizzazione o accessi in pronto soccorso osservata con bamlanivimab da solo nello studio di fase 2. Bamlanivimab da solo è autorizzato per l’uso di emergenza come trattamento per i pazienti ad alto rischio con COVID-19 da lieve a moderato negli Stati Uniti e in altri paesi nel mondo” ha aggiunto Skovronsky.

meteoweb.eu

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