Lun. Apr 19th, 2021

Per la natura stessa e la storia che si porta dietro, Locri non poteva non essere sede di un Archeoclub. E anche questo presidio culturale ha dovuto modificare la sua attività causa pandemia. A tracciare un quadro della situazione è il presidente Nicola Monteleone.

«In primis – dice – noi eravamo attivi con tanti incontri periodici, sia di taglio archeologico, che su temi di cultura generale, e ovviamente il lockdown ha portato a uno stop completo. Abbiamo realizzato in estate alcune attività ristrette al gruppo soci, con visite ad esempio nei luoghi del confino di Pavese a Brancaleone, e a Caulonia superiore, approvittando della possibilità di stare all’aperto. Di particolare rilevanza, è stata anche la donazione di mascherine e gel per sostenere e aiutare la ripresa delle attività in sicurezza nei Musei di Locri e Monasterace, donazione estesa anche ad alcuni comuni del comprensorio, per i dipendenti e per i visitatori». Sul futuro: «Tutela e salvaguardia dei beni – continua Monteleone – non si sono mai fermate e continueranno. Per il 2021 l’idea è proporre incontri periodici di taglio storico e archeologico da remoto e già il 29 gennaio inizieremo con la prima tappa, parlando della Shoah, vista la ricorrenza del Giorno della memoria; a seguire stiamo valutando con alcuni docenti dell’Università di Messina e archeologi del luogo una serie di incontri per illustrare studi e ricerche sui ritrovamenti di reperti legati al nostro territorio. In ogni caso l’auspicio è una pronta risposta sanitaria affinché già quest’estate si possa ritornare ad attuare una piena ripresa legate a valorizzazione e conoscenza del territorio, per i nostri 45 soci e le centinaia di simpatizzanti».

fonte gazzetta del sud

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