Sab. Feb 27th, 2021

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa dell’ing. Giuseppe Romeo, portavoce dei Soci fondatori dell’Associazione “Agire”.

Con la sentenza del TAR CALABRIA, e la conferma del Consiglio di Stato, viene accolto il ricorso di alcuni genitori contro l’ordinanza del presidente facente funzioni Spirlì, che aveva sospeso le attività didattiche in presenza per gli studenti della primaria, secondaria di primo grado fino al 15 gennaio, e fino al 31 per le superiori.  Le scuole, inizialmente chiuse a marzo del 2020, hanno colmato la mancanza della didattica in presenza grazie alla famosa didattica a distanza, DAD.  Terminato il periodo estivo, con l’affievolirsi della curva dei contagi, le stesse scuole sono state riaperte il 24 settembre con fatica e sforzo dei dirigenti scolastici che hanno dovuto adeguare gli spazi e le aule per contrastare la propagazione del Covid-19 all’interno dei plessi scolastici.  Purtroppo nell’autunno del 2020 le scuole sono state chiuse nuovamente, per l’aumento dei casi d’infezione, ritornando alla didattica a distanza.  Questo nuovo metodo di istruzione, mai sperimentato prima, sta causando disagi alle famiglie, ma soprattutto ai bambini della fascia di età compresa tra i 6 e i 13 anni con forti ripercussioni psicologiche.  La nostra Associazione ha incaricato la Dott.ssa Fabiana Minutolo, Psicologa- Psicoterapeuta, ad effettuare una disamina del metodo DAD evidenziandone i vantaggi e gli svantaggi. 

È proprio sugli svantaggi che l’associazione Agire vuole sottolinearne le criticità rivendicando l’importanza pedagogica della Didattica in Presenza.  Da uno stralcio del documento, che divulgheremo per intero successivamente, si evince: 

“L’emergenza COVID-19 ha chiesto alle scuole italiane di ri-organizzare in tempi stretti percorsi di apprendimento basati essenzialmente su strumenti digitali a garanzia della continuità formativa tramite l’attivazione della didattica a distanza (DAD) la quale è divenuta obbligatoria in tutte le scuole italiane facendo emergere vulnerabilità e fragilità di adulti, e non solo di ragazzi e bambini. 

Esistono Pro e Contro della DAD. 

Con i mezzi tecnologici le scuole possono continuare a erogare il proprio servizio e a continuare il percorso didattico attraverso lezioni in diretta, registrazioni, compiti e contatti diretti o indiretti con i propri studenti con conseguente contenimento dei contagi. 

Esistono anche problematiche e punti molto critici che affliggono la didattica online e sono generalmente di triplice natura: sociale-psicologica, formativa e tecnologica. 

La DAD, in alcuni casi, può arrivare a rappresentare un’ulteriore fonte di stress, una condizione di difficoltà che va ad aggiungersi alle già presenti situazioni di disagio che intere famiglie stanno vivendo a causa dell’emergenza; isolamento sociale, paura, difficoltà economiche. AGIRE associazione politico-culturale 

In questo contesto, il ruolo della scuola è critico nel garantire il benessere inteso nella sua accezione più complessa: l’attenzione alla salute e la messa in campo di azioni concrete può allora significare fornire un adeguato ascolto e supporto psicologico per tutto il personale scolastico e per gli studenti, come misura di prevenzione indispensabile per una corretta gestione dell’anno scolastico.” 

Sottolineammo come la frequenza scolastica sia fondamentale. 

La scuola è un’agenzia educativa che, insieme alla famiglia, ai gruppi sportivi ecc. svolge un’attiva funzione formativa nei confronti delle giovani generazioni. 

È necessario però che per ritornare in classe siano garantiti e rispettati i protocolli di sicurezza in materia di prevenzione Covid-19 attraverso l’utilizzo dei dispositivi di protezione più idonei per gli alunni e l’opportunità di vaccinazione per gli operatori scolastici, onde evitare che la DAD sia l’unica alternativa possibile al contenimento dei contagi nonostante i vari punti deboli evidenziati. 

 

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