Sab. Feb 27th, 2021

Cappelli, cuffie, borsette e… felicità con “Nina Handmade”

Una giovane sidernese, Eleonora Femia, oggi 37enne, emigrata a Bologna da una decina d’anni, forte della sua grande passione, il lavoro a maglia, si è conquistata il suo “posto al sole” creando cappelli. Proprio così. E lo ha fatto da autodidatta. Un “pallino” nato semplicemente guardando i tutorial su internet, e “stimolato” dai suoi amici che l’anno convinta ad aprire uno spazio sui social per condividere ciò che faceva. Dopo qualche tentennamento Eleonora anche per superare – come lei stessa ha confessato – «un periodo grigio e piatto» ha trovato nei “ferri” la spinta per dare più colore alla sua vita. E c’è riuscita alla grande. Nel 2019 ha creato la pagina Istagram e il sito internet “Nina Handmade” e ha messo a frutto la sua passione e le sue competenze. Non da poco, queste ultime: laureata in storia e critica del cinema, ha studiato fotografia e lavorato in una boutique. Ha anche avuto l’accortezza di approfondire ciò che non sapeva, tra marketing, comunicazione e social media e ha svolto pure alcune indagini di mercato non mancando di confrontarsi con altra gente del mestiere. Tutto calcolato, senza improvvisazione. In una intervista che ha rilasciato a Repubblica, Eleonora racconta «Ho ragionato come se stessi lanciando un brand vero e proprio: ho portato avanti la ricerca sui materiali, ho realizzato un prototipo del mio berretto e l’ho testato finché non sono stata soddisfatta del risultato. A quel punto dovevo scegliere il nome e ho scelto Nina perché mi ricorda uno dei periodi più felici della mia vita». Ecco che al suo primo berretto ha dato il nome “Ninetto” ed è diventato subito un best seller; a seguire, ha creato le cuffie che ha chiamato “Dedicato e Azzurra” e poi una borsa per tutte le stagioni che si chiama “Polpi”. Nella sua pagina, racconta, riesce a essere se stessa, con le sue gioie ma anche con le sue ansie e paure. Non esita a confessare che questo lavoro per lei è stato un vero e proprio percorso terapeutico, che ha accresciuto la sua autostima. Lei stessa è molto presente nei post che pubblica, con autoscatti ironici e a volte maliziosi. A questo proposito aggiunge la sua volontà di «dimostrare che si può essere sexy anche lavorando a maglia, perché questo lavoro non è un passatempo da nonne come molti credono». Eleonora Femia con la sua filosofia che definisce “ninesca”, aggettivando il suio brand, vuol anche affermare il «fottersene» (sic) che per lei non è un’accezione negativa, ma piuttosto un omaggio alla terra d’origine e un invito a lasciar correre, a non avere paura. E non a caso, dice, chi acquista da lei un Ninetto, compra anche un pezzetto della sua storia. E aggiunge anche che se il suo successo può servire a far capire ad altre ragazze come lei che possono spingersi un po’ più in là, è molto contenta perché, afferma, «l’importante fottersene, in senso buono, e buttarsi senza avere paura delle proprie fragilità».
Questa, insomma è Eleonora Femia che ha fatto felice papà Vittorio che da Siderno certamente ha seguito con attenzione l’evoluzione della sua intraprendente figlia.
ARISTIDE BAVA
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