Dom. Nov 28th, 2021

All’inizio di questo nuovo anno, che ci auguriamo ricco di opportunità di
crescita, tale da esprimere le meraviglie del Signore, porgo a tutti il mio augurio di  ogni bene ed il ringraziamento per la vicinanza e l’affetto dimostratimi.
Iniziamo un nuovo anno, persistendo i problemi incontrati nel precedente. La
pandemia continua a diffondersi e le restrizioni non si allentano. È una situazione che  compromette tante nostre attività e la relativa programmazione. Ma guardiamo con fiducia questo tempo, viviamolo in pienezza attraverso la preghiera, lo studio e l’aggiornamento personale. Pur tra tante difficoltà continui il nostro rapporto con le
comunità, non facciamo mancare la nostra vicinanza con la preghiera e l’Eucaristia quotidiana, prestiamo più attenzione alle povertà ed alle famiglie più bisognose per mancanza di lavoro e di risorse essenziali.
Per quanto riguarda i momenti celebrativi non ci sono grosse novità rispetto alle indicazioni date nel mese di maggio scorso. Chiedo di attenersi alle prescrizioni dell’autorità civile, per limitare il contagio e per la tutela della salute pubblica.
Sappiamo che ogni forma di assembramento può favorire la diffusione del contagio.
Un’attenzione particolare dobbiamo prestare alle celebrazioni, ove si prevede
maggiore afflusso di fedeli, regolando l’ingresso in Chiesa, che va contingentato e regolato quanto al numero dei fedeli che potranno essere ammessi. Si faccia sempre rispettare l’uso della mascherina ed il distanziamento sociale.
Richiamo, in particolare, l’attenzione all’amministrazione dei sacramenti della
prima Comunione e della Confermazione, su cui già avevamo offerto delle indicazioni in un tempo in cui non poteva prevedersi l’aggravamento della situazione
sanitaria come accaduto. Dovendo evitare le celebrazioni numerose, tenendo presente le capacità ricettive delle chiese, il cui numero di posti disponibili dev’essere indicato
all’ingresso, si ammettano ai Sacramenti della Comunione e della Cresima i ragazziche abbiamo una sufficiente preparazione ed abbiamo dimostrato disponibilità e
desiderio di riceverli, partecipando alle iniziative proposte. Lo si faccia ammettendo
all’Eucaristia e/o alla Confermazione in piccoli gruppi, tenendo presente – perché,
no! – della disposizione spirituale, preparazione e motivazione degli stessi ragazzi e
delle loro famiglie. Come non chiedersi: i ragazzi della IC come hanno vissuto questo
tempo di pandemia? Hanno conservato il vivo desiderio di Gesù e della celebrazione
domenicale? Hanno riservato del tempo alla preghiera in famiglia? Sono punti di
domanda che consegno ad ogni educatore (sacerdote, catechista, genitore) per
valutare l’ammissione al Sacramento, nella consapevolezza che questo tempo non è
un tempo vuoto, ma una grande opportunità di crescita per tutti, genitori e ragazzi.
Come afferma papa Francesco, “peggio di questa crisi, c’è solo il dramma di
sprecarla, chiudendoci in noi stessi”.
Quanto all’amministrazione del sacramento della Cresima, essendone il
vescovo ministro ordinario, per la situazione che è venuta a crearsi, pur volendo, non
mi è possibile essere presente a tutte le celebrazioni. E me ne dolgo davanti ai ragazzi
ed alle loro famiglie. Nel caso in cui non potrò essere presente di persona, nel rispetto
della normativa canonica, concederò caso per caso la facoltà di amministrare il
Sacramento della Cresima ad uno o più presbiteri determinati.
Dispongo che ogni parroco o altro presbitero potrà amministrare il Sacramento
della Cresima solo dopo avere comunicato per iscritto (allegato 1) la data della
celebrazione e il numero dei cresimandi ed ottenuta la facoltà dal Vescovo (cfr can.
882 del CJC). Chiedo, pertanto, a chi non l’avesse fatto, di provvedere entro e non
oltre 10 giorni, comunicando in Cancelleria le date delle celebrazioni ed il numero
dei cresimandi, in modo da poter concedere ad un ministro straordinario la facoltà di
amministrare la cresima. Ricordo a proposito che: “Quando la Confermazione viene
conferita da un Ministro straordinario, sia per concessione del diritto generale che
per uno speciale indulto della Sede Apostolica, è bene che questi faccia nell’omelia
menzione del Vescovo, Ministro originario del Sacramento, e illustri il motivo per cui
anche ai sacerdoti è concessa dal diritto o in forza di un indulto della sede
Apostolica la facoltà di conferire il Sacramento» (Rito della Confermazione, n. 18).
Sul registro parrocchiale, dovrà essere riportato il nome del Ministro seguito
dalla dicitura: «Con facoltà concessa dal Vescovo di Locri-Gerace, S.E.R. Mons.
Francesco Oliva in data …».
Quanto al rito di celebrazione della cresima ci si atterrà alle seguenti
disposizioni: Le Cresime si celebreranno durante la Messa. Se le condizioni pastorali lo
richiedono, si potrà adottare anche la forma della celebrazione durante la Liturgia
della Parola, come previsto dal rituale. La Liturgia della Parola, l’eucologia e il
colore liturgico saranno quelli propri del giorno. Durante la celebrazione tutti i
presenti, compresi i cresimandi e i padrini, indosseranno sempre la mascherina. I
cresimandi tra loro e con il rispettivo padrino manterranno la distanza interpersonale
di un metro per tutta la celebrazione. Al momento della crismazione, i cresimandi si
recheranno dinanzi al Ministro uno alla volta, accompagnati dal rispettivo padrino e
mantenendo sempre la distanza interpersonale di almeno un metro e indossando
sempre i dispositivi di sicurezza. Il padrino metterà la sua mano sulla spalla del
cresimando solo al momento della crismazione.
Per la crismazione, il Ministro:
a. Indosserà la mascherina e igienizzerà le mani;
b. Utilizzerà un batuffolo di cotone per ogni cresimando;
c. Con il batuffolo di cotone, intinto del crisma, traccerà il segno di croce sulla fronte
del cresimando. Dopo la crismazione, i batuffoli saranno riposti in un contenitore per
essere poi bruciati.
d. Nel compiere il gesto sacramentale e nell’imposizione della mano avrà cura di non
toccare il capo del cresimando.
e. Scambierà il segno della pace con il cresimato pronunciando le parole previste
dal Rituale ma senza alcun contatto fisico.
f. Al termine del rito, igienizzerà nuovamente le mani.
Quindi, la liturgia procederà come di consueto.
Tutto questo per assicurare che l’amministrazione della cresima avvenga
lecitamente e validamente secondo le indicazioni della Chiesa.
In questa ottica della condivisione continuiamo il nostro cammino pastorale,
senza lasciarci scoraggiare dalle difficoltà e dall’incertezza dei tempi che viviamo.
Con la speranza che questa situazione possa migliorare.
Saluto ciascuno di voi, sacerdoti ed operatori pastorali, famiglie ed educatori,
chiedendo la bontà di un ricordo nella preghiera.
Il Signore benedica il lavoro ed il cammino della nostra chiesa.

Il Vescovo Mons. Francesco Oliva

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