Lun. Gen 18th, 2021

Professionista e protagonista della Scuola Italiana, che molte altre regioni invidiano alla Calabria, il Preside Giuseppe Gelardi, dirige l’Istituto d’Istruzione Superiore “Severi” di Gioia Tauro (RC) ma riveste, anche, tra gli altri incarichi, il ruolo di presidente, per la Calabria, dell’ANP, associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola ovvero dell’associazione nazionale dei presidi. Con il suo genio intellettuale e innovativo, il preside Gelardi ha fatto dell’istituto che dirige uno dei centri di formazione d’eccellenza del Sud Italia. Visitando la “sua” scuola sembra di trovarsi in uno dei migliori college statunitensi, per la cura dei dettagli, l’organizzazione minuziosa della scuola, la gentilezza e la disponibilità del personale, la dotazione delle strutture, la disponibilità di una palestra interna ben attrezzata e di aree ricreative, sportive, di ricerca, di studio, laboratori ecc. ecc.. Un vanto, dunque, per l’intera Calabria. Considerato, quindi, il periodo pandemico e la grande discussione relativa il rientro o meno, nelle aule scolastiche, abbiamo rivolto al Preside calabrese alcune domande.

E’ favorevole o contrario all’apertura della scuola in presenza?
Credo sia di fondamentale importanza per i ragazzi di tutte le età potersi ritrovare in classi non più virtuali, sia pure con le necessarie precauzioni che ormai ciascuno di noi ha ben chiare. In fasi di grave emergenza, la didattica a distanza o integrata ha permesso e, se necessario, potrà permettere ancora di creare un ponte comunicativo,mantenendo aperti i canali tra mondi e realtà improvvisamente divisi e “distanziati” . Tuttavia, fare lezione in un’aula virtuale non è certamente come fare lezione in presenza. Si tratta di un surrogato, a volte anche molto improbabile soprattutto se ,chi conduce l’aula, non ha expertise didattica e strumentale. Psicologi, esperti e diretti interessati sono d’accordo sul fatto che al didattica in presenza è indispensabile per instaurare il dialogo e la relazione, proprio in quanto attraverso il dialogo può scaturire l’apprendimento e la conoscenza di sé . La convivenza civile diventa una lezione di responsabilità praticata e condivisa. Nel mondo delle relazioni di una classe vi è la valorizzazione del linguaggio dei segni e del messaggio non verbale che tanto caratterizza la reciprocità e l’apprezzamento della persona nella sua complessità ed interezza.

Ma lei ritiene le scuole veramente sicure?

Nelle scuole si è lavorato con ritmi insostenibili e serrati già dalla fine di maggio scorso per attuare i protocolli di massima sicurezza attraverso la drastica riduzione del numero di alunni per classe, il distanziamento interpersonale, l’individuazione di percorsi differenziati, il reperimento e l’utilizzo dei dispositivi di protezione passando attraverso il registro delle presenze giornaliere degli esterni, il contingentamento all’interno e fuori negli spazi comuni e condivisi sino a limitare all’indispensabile gli ingressi, igienizzazione approfondita ed ininterrotta prima ,dopo e durante l’erogazione delle lezioni e del servizio scolastico. Quindi ho motivo di ritenere che le scuole ,al loro interno, siano certamente dei luoghi dove il virus è contrastato con tutti gli strumenti individuati dalla scienza e dal CTS nazionale .

Ritiene si potrebbe fare altro per migliorare la sicurezza?

Concordo con quanti vedono nelle relazioni all’esterno e nelle carenze del trasporto pubblico il principale motore dei contagi .E’ in questo ambito che va sviluppato il piano di prevenzione, affiancandolo con il tracciamento e lo screening preventivo e periodico di docenti,alunni,personale Ata. .

Fra le soluzioni avanzate da più parti, pensa che la differenziazione degli orari potrebbe essere utile? Oppure sarebbe meglio adottare il sistema della modalità formativa mista?

L’implementazione dei mezzi pubblici è un obiettivo di fondamentale importanza che va perseguito con metodo e rigore per contrastare i contagi determinati dal sovraffollamento dei mezzi di trasporto, soprattutto nelle aree metropolitane,ma anche in quelle periferiche. Da quì la possibilità di differenziare e scaglionare ingressi ed uscite .Ma bisogna pensare almeno ad un incremento del 30% in più dei mezzi che si muovono giornalmente. La differenziazione degli orari si configura come una concreta opportunità in abbinamento con una fase giornaliera di accoglienza o pre-scuola, realizzata con la vigilanza dei docenti di potenziamento e con l’organico implementato Ata covid. La didattica integrata appare ,sino ad esaurimento della fase attiva del covid19,un’opportunità da utilizzare per decrementare il numero degli studenti in aula , con opportune e ridotte turnazioni.

A suo parere, lo stato di emergenza non potrebbe durare ancora molto?
Grazie ai vaccini,si possono ipotizzare ed auspicare tempi brevi confidando nell’arrivo dell’estate che si è rivelata la stagione più favorevole per la riduzione ed il contenimento della pandemia. L’adesione massiccia al piano di vaccinazione e la capacità del governo di implementare le scorte accelerando la fase di distribuzione e la campagna in atto ,sono concrete opportunità per vincere la sfida epocale contro il coronavirus e riacquistare spazi di socialità riprendendo il cammino verso il futuro.

Il preside Gelardi, prima della pandemia


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