Sab. Apr 17th, 2021
Le vicende seguite all’Operazione #Faust che investono anche la nostra città aprono uno spaccato desolante che dimostra come ancora la ndrangheta pervada il tessuto economico, civile e sociale anche a Polistena.
Esprimiamo sostegno all’azione della Magistratura e delle Forze dell’Ordine verso cui riponiamo stima e fiducia.
Perfino l’ospedale cittadino per il quale ci siamo sempre battuti, era entrato nel mirino delle cosche che avrebbero potuto attraverso i loro canali penetrarvi con complicità e protezioni.
Tutto ciò stranamente non fa notizia, come pure non fanno notizia le copiose pagine di intercettazioni che hanno messo a nudo le pressioni su imprenditori agricoli e commerciali costretti a subire intimidazioni e danneggiamenti della ndrangheta.
Fa notizia invece un’intercettazione che coinvolge il compagno Sindaco Marco Policaro che viene però smentita da due circostanze. Primo, Marco non è indagato. Secondo, i componenti della cosca non hanno mai versato #IMU. C’è però chi ha voluto continuare nella campagna di veleni che sarà respinta con fermezza, ne siamo certi, dallo stesso Sindaco nel Consiglio Comunale convocato per venerdì prossimo.
Tuttavia è inaccettabile l’operazione di sciacallaggio che è stata avviata e coordinata da più soggetti con l’unico scopo di distruggere, in questo caso sì, l’immagine della città e la storia antimafia di Polistena che non si è mai fermata e che ha visto sempre i comunisti e i lavoratori alla testa.
Addirittura il #PD locale ha la sfacciataggine di riavvolgere il nastro a quindici anni fa ma omettendo importanti e decisive annotazioni della DDA. Nessuno infatti aprì bocca quando si scoprì che le elezioni comunali del 2005 vinte dal Partito Democratico furono “infiltrate dalla cosca Longo” come riportato dagli inquirenti al foglio nr 739 dell’Ordinanza del Tribunale GIP/GUP “Scacco Matto” che portò nel 2011 al fermo di diversi soggetti e che registrò subito dopo l’immediata costituzione di parte civile nel relativo processo da parte dell’Amministrazione Comunale Tripodi con Policaro vicesindaco.
Fu in quel quinquennio 2005-2010 infatti che, indipendentemente dalle parentele degli amministratori, si verificarono situazioni ambigue e discutibili con tanto di scelte amministrative sbagliate ed in quel caso sì gli “aiutini” a persone strane. Noi eravamo all’opposizione e sappiamo bene fatti e circostanze.
Dal 2010 in avanti invece, da quando cioè Michele Tripodi venne eletto Sindaco, cambiò tutto in comune e la presa di distanza dalle cosche fu netta. Le Amministrazioni che seguirono agirono con linearità, coerenza, chiarezza nella lotta alla ndrangheta attraverso atti e prese di posizione documentabili in qualunque momento.
Pertanto chi ora ha la memoria corta e cerca di tornare indietro nel tempo come il Pd di Polistena giungendo persino a “rimproverare” Marco Policaro di aver lasciato un posto di lavoro per scegliere di impegnarsi in politica come per dire “Ma chi te l’ha fatta fare?” rappresenta il più pericoloso tra i messaggi di sciacallaggio e quasi un invito al disimpegno dei giovani che non avrebbero l’autonomia – secondo il PD – di compiere scelte anche coraggiose come quelle fatte in passato da Marco Policaro.
Ci vuole molto più coraggio a prendere le distanze da certi ambienti vivendo nel sacrificio che lanciare “palate di fango” su una persona per bene, ben sapendo che lo sia. E ciò è ancora più grave. Il Sindaco Marco Policaro – ribadiamo – è una persona onesta, lo è sempre stato, e non merita questo tritacarne a cui è stato ingiustamente sottoposto.
Siamo vicini a Marco in questo momento terribile che suo malgrado sta attraversando, siamo certi che con la sua umiltà e intelligenza saprà al prossimo Consiglio Comunale dare a tutti le giuste risposte che i cittadini, quelli in buona fede e non gli sciacalli, attendono.
PCI POLISTENA FB
Facebook Comments
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.