Sab. Gen 23rd, 2021

Galluzzo: «Con il collettamento della Vallata del Torbido diminuiranno i costi di gestione»

«I piccoli impianti di dimensione comunale non hanno mai realmente funzionato»

Intervento autorevole sulle polemiche intorno all’impianto di depurazione di Siderno. È quello del presidente di Novito Acque srl, Salvatore Galluzzo, che “risponde” alle obiezioni del Comitato per la difesa della salute dei cittadini sidernesi sull’annunciato finanziamento regionale di 1,8 milioni di euro stanziato per il suo potenziamento. «Riteniamo – scrive Galluzzo – sia importante confrontarsi sul territorio per le problematiche ambientali con tutti gli interlocutori interessati avendo ben chiaro però che per lavorare nell’interesse dei cittadini occorre trasparenza e responsabilità. Trattare dati corretti per evitare una visione distorta degli argomenti di interesse pubblico è essenziale per condurre un dialogo produttivo e dare le giuste informazioni».

«Chiariamo subito – entra nel merito Galluzzo – che è sbagliato definire l’impianto di Siderno “megadepuratore”. “Megadepuratori” sono impianti come quello di Nosedo, nel Milanese, o quello di Castiglione Torinese, che trattano i reflui di 1,3-2 milioni di abitanti. Il depuratore di Siderno è stato realizzato nei primi anni 2000 per trattare i reflui di 83.000 abitanti, e allo stato tratta per dieci mesi l’anno i liquami prodotti da 35.000 abitanti, che diventano 50.000 a luglio e agosto. Presenta dunque una capacità depurativa residua sufficiente a garantire il trattamento delle acque dell’intera Vallata del Torbido: l’esatto opposto dell’idea di “collasso” narrata dal Comitato». Sull’ipotesi di «mantenere piccoli depuratori al servizio di comunità minori» suggerita da Francesco Martino a nome del Comitato, Salvatore Galluzzo è netto: «È tecnicamente ed economicamente sbagliata, specie se esista già un impianto in grado di trattare i reflui di quelle comunità. Il discorso vale a maggior ragione nel caso di Siderno, per due principali motivi: 1)I piccoli impianti di dimensione comunale non hanno mai realmente funzionato: spesso accade che i volumi dei reflui trattati siano insufficienti ad attivare il processo biologico della depurazione, altre volte i fanghi prodotti dal processo depurativo non vengono smaltiti. Sarebbe interessante un’inchiesta giornalistica che accertasse quanti fanghi hanno prodotto, in termini di sostanza secca, gli impianti di Agnana, Grotteria, Mammola, Gioiosa e Marina di Gioiosa, che nel complesso servono 24.000 abitanti, e confrontare il risultato con la produzione di Siderno. 2) Il sistema fognario-depurativo di Siderno è stato completato attraverso una operazione di project financing che ha attivato importanti investimenti privati, che sono recuperati attraverso la tariffa. L’ampliamento della concessione a comprendere l’intera Vallata, farebbe sì che la “quota investimenti” del project verrebbe spalmata su 55.000 abitanti invece che su 35.000, e la quota “costi di gestione” aumenterebbe in misura meno che proporzionale rispetto all’incremento della popolazione servita. Questo significherebbe un sicuro risparmio a tutto vantaggio della comunità sidernese, che vedrebbe ridotta fino al 25% la tariffa di depurazione. Dismettere piccoli depuratori a favore di impianti “di bacino”, insomma, è una scelta fatta da anni da tutte le realtà più evolute».

Capitolo manutenzione. «Per quanto riguarda le operazioni manutentive – spiega il presidente – raccontate in modo impreciso e in forma scandalistica dal Comitato, precisiamo che si è trattato di interventi che il gestore ha regolarmente segnalato alle competenti autorità, e che dimostrano il contrario della tesi che il Comitato intende sostenere. Il depuratore di Siderno è un impianto gestito, gli interventi di manutenzione quando si rendano necessari sono effettuati in modo tempestivo e limitando al massimo gli inconvenienti. È un fatto del resto che Siderno abbia meritato nel 2020 la “Bandiera blu”».

«Concludiamo afferma Galluzzo – evidenziando che con il collettamento degli altri Comuni della Vallata del Torbido, i volumi di reflui trattati dall’impianto passerebbe dagli attuali 4,8 milioni a circa 7,5 milioni di metri cubi, rendendo interessante la possibilità di realizzare un trattamento terziario finalizzato al riuso ai fini irrigui dei reflui trattati. All’incremento dei fanghi di depurazione si provvederebbe con una seconda serra di essiccazione solare, un altro fiore all’occhiello dell’impianto – prima realizzazione in Italia – che riduce il quantitativo dei rifiuti fino a 4 volte».

ARISTIDE BAVA

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