Lun. Apr 19th, 2021

Tino: «Delocalizzarlo creerebbe problemi e costi, decida la Regione»

«È chiaro però che l’uso dovrebbe essere limitato solo ai 42 Comuni della Locride»
 

I timori dell’ex assessore Domenico Catalano e dell’ex candidato a sindaco Giuseppe Caruso sulla sostanziale inutilità dell’incontro che si è tenuto a Catanzaro per cercare di “bloccare” l’ampliamento dell’impianto Tmb di contrada San leo hanno certamente aperto, a livello locale, una nuova discussione sulle gravi problematiche ambientali che si sono accompagnate, negli anni pregressi, al funzionamento dell’impianto in questione.

Ma è proprio questo il punto, e alla fine, non tutti sono dell’opinione che l’ampliamento e il miglioramento funzionale non vadano fatti. Sul problema è intervenuta, infatti, anche la presidente dell’Osservatorio cittadino rifiuti Mariarosaria Tino, che più di ogni altro da molto tempo segue l’evolversi della situazione. E forse con la sorpresa di qualcuno affronta il problema in maniera diversa. Secondo Maria Tino l’incontro con l’assessore Di Caprio in Regione è stato caratterizzato da una apprezzabile introduzione della presidente della Commissione straordinaria sidernese Maria Stefania Caracciolo «la quale ha accettato la richiesta dei vari partiti e movimenti a demandare ogni decisione sul Tmb al futuro sindaco democraticamente eletto. Apprezzabile – afferma ancora la Tino – anche le risposte date dall’assessore che a sua volta ha demandato all’Avvocatura della Regione il tutto per stabilire se il ricorso fatto è ancora fattibile o i tempi sono abbondantemente scaduti. Molto meno apprezzabili – precisa però – sono stati gli interventi di alcuni politici sia locali che regionali, che per rafforzare le loro richieste hanno addotto motivazioni che non possono neppure essere prese in considerazione». Si sono guardati bene dall’elencare i problemi causati dall’impianto, senza valutarne i benefici che l’impianto produce».

«Delocalizzare l’impianto Tmb – secondo Tino – sempre che si trovi qualche Comune disponibile, comporta anche una serie indiscutibile di danni ai cittadini che durerebbe anni: trovare – elenca – il Comune per la localizzazione; rifare tutta la progettazione che sia idonea al sito; ripartire con tutto l’iter burocratico per le autorizzazioni (anni); mancanza di interventi sull’impianto che comunque dovrebbe restare in funzione per un minimo di 7/8 anni: al Comune di Siderno verrebbero a mancare tutte le agevolazioni economiche oggi in atto, con l’aggiunta dei costi per il trasporto, tutte spese che saranno a carico dei cittadini». Elencati questi problemi Mariarosaria Tino afferma: «L’Osservatorio cittadino è invece del parere che l’impianto è una risorsa, e come tale deve essere trattata. Deve essere messo in condizione di funzionare senza emettere i fastidiosi odori che fino ad oggi i cittadini delle zone limitrofe stanno sopportando. Quindi l’efficientamento è necessario, come necessario è l’adeguamento degli ormai vetusti macchinari con quelli di ultima generazione. Pertanto – conclude – attendiamo con fiducia le conclusioni dell’assessore di Caprio, fiduciosi che la problematica si risolva nel miglior modo possibile».

Nella sostanza, chiediamo noi, a scanso di possibili equivoci, qual è la sua posizione sull’ampliamento? «Se l’impianto viene messo in condizioni di funzionare in maniera ottimale, se si realizza la strada per arrivarci in maniera normale e se vengono date le opportune garanzie, io sono favorevole: dopo i miglioramenti che abbiamo richiesto l’impianto, di cui è stato rifatto il progetto, adesso sta funzionando. Un ulteriore ampliamento servirebbe a dare ulteriori garanzie. È chiaro, però, che il suo uso dovrebbe essere limitato ai 42 Comuni della Locride e non dovrebbe essere ricettacolo dei rifiuti degli altri comuni della provincia. Il vero problema è di non superare il limite dei conferimenti. In questo caso l’ampliamento diventerebbe anche qualitativo e risolverebbe ogni problema».

Il discorso è aperto.

ARISTIDE BAVA

SERVIZIO DI NICODEMO BARILLARO

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