Lun. Apr 19th, 2021

Capoluongo (Ceinge), pochi i sequenziamenti in Italia

Mentre si allunga la lista delle varianti del virus SarsCoV2 in circolazione ci si domanda quale effetto potranno avere sui vaccini: “è una delle maggiori sfide cui la comunità scientifica è chiamata a rispondere”, ha detto all’ANSA Ettore Capoluongo, ordinario di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica dell’Università Federico II di Napoli, membro della Task Force Covid19 del Ceinge-Biotecnologie avanzate di Napoli e componente del gruppo di esperti Expamed (Expert panel on medical devices and in vitro diagnostics) della Commissione Europea. Lo sviluppo dei vaccini si basa principalmente sulla proteina Spike, l’arpione molecolare che il virus utilizza per agganciare le cellule umane e penetrare al loro interno. Questo accade, osserva l’esperto, per indurre la produzione di anticorpi con la Spike, o altre proteine di superficie, in modo da neutralizzare il virus. Per questo motivo è importante individuare le varianti, ma “è indubbio come finora, anche in Italia, gli sforzi destinati all’analisi di sequenziamento del virus SarsCoV2 non abbiano seguito programmi sistematici e strutturati di tracciabilità dell’evoluzione del virus sui campioni biologici analizzati nelle diverse aree del Paese: abbiamo effettuato milioni di tamponi in Italia, con un numero limitato di sequenziamenti” e “gli sforzi profusi finora per il sequenziamento, probabilmente, sottostimano l’emergere di varianti SarsCoV2, limitando l’inquadramento complessivo dell’evoluzione molecolare della pandemia di Covid-19”.

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