Mar. Gen 19th, 2021

Operatori sanitari, Rsa, anziani e malati, poi il resto della popolazione È stato già individuato e formato il pool di giovani medici e infermieri

Comunicazione ufficiale su tempi e modalità dovrebbe arrivare la prossima settimana, dopo un vertice operativo

Vaccini: come, dove, quando? È l’interrogativo che nella Locride si cominciano a porre molti cittadini. Sulla base delle disposizioni governative, la precedenza tocca agli operatori sanitari e sociosanitari, quelli “in prima linea” che hanno un rischio più elevato di essere esposti all’infezione da Covid 19 e, quindi, di trasmetterla a pazienti vulnerabili, soprattutto in contesti sanitari e sociali non ottimali. Operazioni già iniziate all’ospedale di Locri. Poi dovrebbe toccare agli ospiti dei presidi residenziali per anziani, le cosiddette Rsa, e al personale addetto, perché in queste strutture, come si è potuto riscontrare dai contagi registrati in tutto il Paese, i pensionati sono ad alto rischio di malattia grave, a causa dell’età avanzata. Anche in questo caso, con una attenta ricognizione dei presidi di questo genere esistenti sul territorio, non ci dovrebbero essere problemi. Successivamente la normativa prevede il turno delle persone di età avanzata, quelli con patologie a rischio. Poi, via via il resto della popolazione.

Ma, se nei primi due casi, tutto sommato la situazione, pur con tutti i ritardi che si stanno verificando, non dovrebbe essere difficile da affrontare, è proprio il programma vaccinale basato sull’età e sulle altre patologie che suscita i maggiori interrogativi.

Di questi interrogativi abbiamo parlato con il responsabile del servizio vaccinazioni dell’Ospedale di Locri, Pierdomenico Mammì, che sino a qualche giorno addietro si poneva anche lui, pur specialista di settore, le stesse domande. Negli ultimi due giorni, però, la situazione si è andata sbloccando e dopo alcuni riunioni tra lo stesso Mammì, il direttore del Distretto sanitario Domenico Carbone e il dirigente medico Pasquale Mesiti, già direttore sanitario del nosocomio di Locri, si sarebbe trovata la “quadra” per attivare il servizio di vaccinazione già tanto atteso sul territorio.

Sarà lo stesso Pierdomenico Mammì a coordinare il servizio, ed è stato individuato il locale, nella parte posteriore dell’ex ospedale di Siderno, nel quale sarà allestito un laboratorio. Ed è anche pronta la squadra di medici e infermieri, in gran parte giovani, già formati per questa necessità.

Il tutto dovrebbe essere formalizzato lunedì e già nella prossima settimana si potrebbe dare il via alle vaccinazioni, dopo che sarà messo tutto, nero su bianco, nel corso di un incontro già programmato. Non ci resta, dunque, che aspettare la comunicazione ufficiale che si spera sia accompagnata da una corretta informazione, per dare risposte adeguate agli interrogativi sul dove e quando la gente potrà cominciare a vaccinarsi. Informazioni che saranno utilissime anche per fugare le “voci” negative che cominciavano a serpeggiare sul ruolo, ancora non ben definito, dei medici di base, e su presunte carenze di personale idoneo a vaccinare gli utenti. Il tutto ovviamente, vaccini permettendo: ma questa è altra storia e resta l’augurio che non ci siano di questi problemi.

ARISTIDE BAVA

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