Lun. Apr 19th, 2021

«Credo che essendo il nostro territorio legato a Mamma Nostra, come diceva il monaco Justine – gli ha fatto eco don Enzo – certamente la Madonna ci preserva da tanti pericoli».

Il parroco don Enzo Chiodo: «Sono segni che ci servono per ritornare alla fede»

Dopo le celebrazioni in onore di Mamma Nostra del 5 febbraio scorso, in ricordo del miracolo operato dalla Madonna che avrebbe risparmiato vittime al paese in occasione del terremoto del 1783, domani la venerata statua sarà riposizionata. È stata una festa sobria, come imposto dall’emergenza sanitaria, con le sole funzioni religiose celebrate dal parroco, don Enzo Chiodo, coadiuvato, don Rosario Spanò, parroco a Catanzaro che opera anche come cappellano all’ospedale “Ciaccio”.

È stato proprio lui a dare notizia di come proprio al “Ciaccio”, Mamma Nostra abbia operato altri miracoli. Uno, in modo particolare, avrebbe salvato la vita a un giovane a cui era stata diagnosticata una leucemia. Pare che la sera prima di essere sottoposto a nuovi accertamenti, il paziente si fosse messo a dipingere il volto della Madonna di Bivongi, riproducendo l’immagine portata in ospedale da don Rosario, su cui era solito pregare per la guarigione. Il mattino dopo, le analisi programmate, tra l’incredulità generale, furono negative, con una totale inversione di quanto diagnosticato in precedenza. La leucemia, insomma era scomparsa. Altri “interventi” di Mamma Nostra si sarebbero verificati su due pazienti affetti da Covid che si erano accostati a pregare davanti alla sua effige.

«Questa – ha detto don Enzo Chiodo – è una messa di ringraziamento, anche perché abbiamo avuto sentore di interventi della Vergine presso alcune famiglie in diverse parti della Calabria, e testimonianze di giovani che hanno avuto il coraggio di affidarsi a Mamma Nostra, in un momento difficile della loro vita e che hanno avvertito questa presenza. Ciò ci è stato testimoniato direttamente anche da qualche giovane ammalato. Certamente, per noi credenti è una cosa normale sapere che la maternità della Madonna è presente anche oggi nella nostra storia ma, i segni che il Signore ci manda tramite Maria, sono segni che rinviano verso altro. Ci rinviano all’autore della nostra salvezza che è Gesù ma, indubbiamente, Maria intercede per i suoi figli e noi desideriamo ringraziare Mamma Nostra per essere stata vicina in tante situazioni, anche a malati di Covid. Sono segni che ci servono per ritornare alla fede».

Di fatto, da quando è scoppiata la pandemia, a Bivongi non è toccato piangere alcun morto. Un dato ben presente ai fedeli bivongesi di ogni religione, come bel sottolineato dalle parole di padre Justine, il reggente del vicino monastero ortodosso di San Giovanni Therestìs: «Noi monaci del monastero, con le nostre preghiere, parliamo ogni giorno con Dio di voi tutti, che avete una Madonna speciale. Io non volevo venire in Italia, non avevo voglia andare in altri paesi. Pensavo, cosa cerco qui? Adesso, posso dire che mi sento bene ed è come essere nato in questo paese. Tante volte uso un’espressione che secondo qualcuno è esagerata: Santa Calabria. Questo perché, dopo aver saputo chi ha vissuto in queste terre nel tempo, ho capito che sono terre benedette da Dio e sono santificate dal sangue di martiri e dai monaci asceti che qui hanno vissuto e vivono».

UGO FRANCO

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