Ven. Apr 23rd, 2021

Critiche bipartisan agli organizzatori della corsa rosa per il mancato inserimento di tappe nella nostra regione

 La Calabria protesta per il mancato inserimento nell’edizione 2021 del giro d’Italia di tappe nella nostra regione. Una protesta bipartisan, che accomuna centrosinistra e centrodestra. Così scrive la senatrice di Italia Viva Silvia Vono. “In un momento particolare di crisi pandemica ed economica per tutto il Paese, il Giro d’Italia continua ad essere gestito esclusivamente in un’ottica di profitto usurpando un titolo – “Giro d’Italia” – che a queste condizioni non ha alcun significato. Si lascia fuori dal Giro proprio quella parte d’Italia, il Mezzogiorno che, proprio per quello che rappresenta lo stesso spirito della manifestazione, cioè di vivere del superamento di ogni barriera, non dovrebbe consentire. Anzi, poteva essere l’occasione per definire una competizione più “solidale” verso quei territori che necessiterebbero di maggiore visibilità e sostegni economici concreti. Invece, nulla di tutto questo. E fatta eccezione per una “puntatina” a Foggia, la corsa Rosa 2021 non attraverserà un solo metro del suolo meridionale. Interverrò direttamente – conclude la senatrice di Iv Vono – col Presidente Draghi che detiene la delega allo sport e con Mara Carfagna, ministro per il Sud, perché ogni anomalia venga sanata in virtù della nobiltà d’intenti che muove ogni manifestazione sportiva. Con la speranza che già dal prossimo anno si possa porre rimedio. Perché il Giro rappresenta la corsa dell’Italia intera e di tutti gli italiani. Senza nessuna differenza”. Critiche anche dal vicepresidente della Provincia di Catanzaro, Antonio Montuoro, di Forza Italia: “Era già successo, l’ultima volta nel 2019, e sicuramente succederà ancora. Ma nell’anno che celebra il Giro in occasione del 160 anniversario dall’Unità d’Italia, da parte dell’organizzazione di una delle manifestazioni sportive più belle e più sentite da tutto il paese ci si aspettava maggiore attenzione a quello che ‘la carovana rosa’ ha sempre rappresentato: un simbolo di unità e riscatto e di coesione territoriale. Escludendo il Sud del Paese – aggiunge Montuoro – diventa il giro di tre quarti d’Italia. Perché a quanto riferiscono gli organizzatori della kermesse sportiva, spesso dai comuni del Mezzogiorno, che guarda caso sono i più disastrati economicamente, non arrivano proposte per accogliere il Giro. Perché la corsa vive dei diritti televisivi ma anche dei contributi delle località di tappa. E una volta tanto, magari perché stiamo attraversando una pandemia che ha ucciso più della Seconda guerra mondiale, e le nostre comunità hanno bisogno anche solo di una piccola distrazione, gli interessi economici potevano essere non dico sacrificati, ma almeno ridimensionati. Il Giro d’Italia – sostiene il vicepresidente della Provincia di Catanzaro – è stato sempre qualcosa di più di una semplice gara ciclistica: oltre la passione, ha rappresentato per molti un motivo per essere orgogliosi di essere italiani, ha unito un intero popolo. E mai come in questa drammatica fase economica e sociale l’Italia aveva bisogno di sentirsi unita, anche solo – conclude Montuoro – attraverso una gara ciclistica”. Nei giorni scorsi si era fatto sentire anche il consigiere regionale del Pd, Nicola Irto, candidato dem alla presidenza della Regione: “Il Giro di (mezza) Italia. È stato ufficializzato l’itinerario della corsa rosa di quest’anno. L’edizione 2021 non passerà da queste latitudini. Anni di esclusioni e imperdonabili gaffes ai danni dell’immagine del Sud e della Calabria evidentemente – rimarca Irto – non hanno insegnato nulla agli organizzatori del Giro. Non posso nascondere la delusione e il profondo dispiacere per una gara ormai molto ‘commerciale’, assai diversa – conclude il candidato Pd alla presidenza della Regione Calabria – dalla romantica e colorata carovana di ciclisti che univa davvero il nostro Paese”.

Facebook Comments
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.