Lun. Apr 19th, 2021

E’ tutta da chiarire e non voglio esprimere giudizi. Ma la vicenda del presidente del Novara Calcio fermato dalla Guardia di Finanza con 200 mila euro  fa riflettere.” Lo ha dichiarato il giornalista e massmediologo Klaus Davi. “Non vi è alcuna connessione fra questi fatti  della Locride e quanto sto raccontando su Giorgino De Stefano, sia chiaro, ma la sensazione che ho guardando alla mia città, Milano,  è che le mafie si siano introdotte – e non da ora –   nel ‘Quadrilatero’, nella ‘Milano Bene’. E questi dieci anni di relativo silenzio li ha enormemente aiutati ad infiltrarsi. De Stefano si muoveva con molta scioltezza in ambienti che sulla carta sono lontani anni luce da Archi. In realtà il trait d’union tra Archi Cep e Via Montenapoleone  e’ la droga, la coca. La coca ti apre tutte le porte. E lui lo sapeva. Il cognome De Stefano pesa molto di più a Milano che non a Reggio, noi milanesi dovremmo avere l’onestà intellettuale di ammetterlo. Invece ho la sensazione che non sempre ci sia questo atteggiamento . Il giornalismo e la comunicazione possono fare molto. Possono  accendere una luce e stimolare. Possiamo fare errori e se ne fanno eccome , ma preferisco fare qualche errore di valutazione piuttosto che rimuovere i problemi della mia città. La verità è che Milano è diventata una città culturalmente omertosa e complice.” “Non tutti hanno chiaro cosa significhi il cognome De Stefano. Sottovalutarne la portata è un errore a mio modesto avviso .”

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