Lun. Dic 6th, 2021

Nella giornata mondiale del Safer Internet Day, dedicata all’uso positivo di internet, IdM Donne ha dedicato un incontro, in modalità online, sul tema. Il capo Dipartimento Tutela minori e giovani e in qualità di vice segretario regionale, Flora Caruso, ha posto l’attenzione sull’uso improprio di internet da parte degli adolescenti. Gli ultimi dati sono allarmanti un ragazzo su cinque si definisce “sempre connesso”, aumenta il tempo on line dalle 6 alle 10 ore al giorno, con gravi conseguenze che arrivo all’estremo scrivendo pagine intere di cronaca. E la tecnologia, l’uso di internet se pur ha mostrato la propria utilità come strumento di studio, di ricerca, oggi sempre di più di lavoro ed ha accorciato le distanze connettendo il mondo e le diverse culture, ha permesso relazioni e conoscenze prima difficili se non del tutto impossibili, offre anche il suo volto negativo che colpisce soprattutto i più giovani. Attraverso l’uso improprio dell’App, sempre più diffuse e complesse, che conducono all’annichilimento del benessere psicofisico e della serenità, gli adolescenti caduti nelle trappole dei pedofili o peggio del sexcrime, avviati alla ludopatia o vittime di bullismo attivo o passivo, o peggio vengono attraverso il fenomeno delle “challenge” istigati a giochi estremi fino al suicidio.
Se prima era la Televisione a catalizzare intere generazioni, con un controllo sicuramente maggiore delle trasmissioni e dei contenuti, oggi internet la sostituisce del tutto ma assume un aspetto ancora più drammatico perché gli adolescenti vengono sempre più abbandonati alla rete in sostituzione delle figure genitoriali, per tempo o per mancanza di strumenti di comunicazione atti alla costruzione di un rapporto fiduciario fondato sull’educazione, sull’incoraggiamento, sulla conoscenza di valori e principi che aiutano i ragazzi a discernere il bene dal male e che dovrebbe essere posta alla base di ogni famiglia.
Le ricerche evidenziano moltissimi genitori sono consapevoli di tutto ciò, lamentano che i figli passano troppo tempo connessi in rete, si preoccupano che possano imbattersi in qualche sito pericoloso ma difettano poi concretamente nella vigilanza e tutela che può partire ad esempio dall’installazione di sistemi di sicurezza, come il parental control, che consentono il monitoraggio degli accessi a siti ritenuti pericolosi, a chat o di app di dubbia affidabilità. Anche se l’arma vincente e l’antidoto ad una sempre maggiore pervasività e perversione della rete sono la conoscenza e la comunicazione, il dialogo che oggi non deve conoscere tabù o limitarsi a determinate e normali problematiche adolescenziali.
Dopo, quindi, un’esposizione attenta del fenomeno attraverso gli interventi di tutte le parti che hanno partecipato all’incontro si è arrivati all’esposizioni di un programma d’interventi che il Dipartimento intende mettere in pratica attraverso la concertazione con il mondo sociale e dell’istruzione e offrendo il proprio supporto avviando incontri basati sull’informazione e sulla formazione con studenti, famiglie, docenti e figure istituzionali, si prefigge di dare un contributo attraverso consigli teorici e pratici da parte di esperti. Educare per prevenire i rischi in cui adolescenti e giovani possono incorrere interagendo con un ignoto sempre più pericoloso. Ma anche stimolare i ragazzi a spegnere il loro mondo virtuale e ad interagire con quello reale, attraverso lo sport, l’associazionismo, l’impegno sociale e ambientale, la realizzazione d’incontri e giornate dove i protagonisti siano loro e le loro idee.
Il virtuale ormai è parte integrante della quotidianità, quella società parallela ma che ancora ha molti vuoti che spesso vengono colmati dall’illecito, dall’inganno, dal pericolo, questo è il punto focale del problema che deve essere necessariamente affrontato dalla politica e dalle istituzioni attraverso l’informazione, l’educazione e la partecipazione.

UFFICIO STAMPA ITALIA DEL MERIDIONE

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