Lun. Apr 19th, 2021

Ed eccoci, per il team Eco – Mind del Liceo scientifico Zaleuco di Locri è giunto finalmente il momento dell’esplorazione sul campo. Dopo un’accurata preparazione organizzativa, sotto la guida delle nostre referenti, prof.ssa Totino e prof.ssa Fontana, siamo partiti alla volta dell’Impianto TMB di San Leo (Siderno). Le concessioni non sono state facili da ottenere, ma la nostra volontà di rivincita di questa realtà è stata più forte, e alla fine il fatidico giorno della visita di monitoraggio è arrivato. Ieri, 26 Febbraio, abbiamo intrapreso il viaggio verso l’Impianto di San Leo. L’emozione era altissima, per la prima volta visitavamo un Impianto di questo tipo e per di più in una situazione sanitaria del genere, quindi anche una rivalsa personale, per noi studenti, che non ci siamo mai arresi alla Pandemia, ma abbiamo continuato, con costanza e impegno, a far prevalere l’amore per la conoscenza unita alla nostra formazione di cittadini attivi, e questa visita lo ha dimostrato. La strada per giungere all’Impianto non è stata delle migliori, tortuosa e dissestata, una delle criticità che abbiamo sempre sottolineato di voler superare. All’arrivo, ad accoglierci, la dott.ssa Maria Rosaria Tino, presidente dell’Osservatorio Cittadino Rifiuti di Siderno, che fa capo ad “Ecologia Oggi Spa”, diretta dalla dott.ssa Ortensia Guarascio, un’azienda che opera nel settore ambientale sin dal 1987, grazie alla lungimiranza di Eugenio Guarascio, e che nello specifico svolge attività di: a) sistema integrato di raccolta rifiuti urbani con sistema porta a porta; b) Gestione Impianti; c) Raccolta, trasporto e avvio a recupero/smaltimento rifiuti speciali pericolosi, sanitari e ospedalieri; d) Recupero delle acque di sentina, frazioni oleose e rifiuti solidi a bordo nave a mezzo natanti, sterilizzazione rifiuti; e) Disinfezione e sanificazione per privati, aziende ed enti pubblici. La sua rete di intervento si estende dalla Calabria su tutto il territorio dell’Italia Meridionale. Dopo le presentazioni con la Tino, è lei stessa a condurci all’esterno della sede amministrativa dell’Impianto, dove ad attenderci c’era l’ingegnere, responsabile della sicurezza, che ci ha spiegato tutti i protocolli sulla sicurezza da seguire prima di iniziare la visita (misurazione della febbre, vestizione, con camice, gilet, guanti ed elmetto, compilazione di un’autocertificazione) e durante (distanziamento, toccare il meno possibile ciò che andavamo ad osservare). Terminata la procedura di rito (e anche la foto di rito!) ci siamo ritrovati in un confronto all’aperto in cui, oltre la dott.ssa Tino, erano presenti l’ingegnere Alessandro Giardiello e il capo – Impianto Rosario Michienzi. L’ing. Giardiello è stato colui che maggiormente ha risposto alle nostre domande riguardanti il funzionamento dell’Impianto a Trattamento Meccanico Biologico, a conferma di quanto avevamo appreso nelle nostre ricerche, e le criticità emergenti nell’Impianto in questione. E’ venuto fuori che il Trattamento Meccanico Biologico è una tecnologia di trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati, che sfrutta l’abbinamento di processi meccanici a processi biologici, quali la digestione anaerobica e il compostaggio. Appositi macchinari separano la frazione umida (l’organico da bioessiccare) dalla frazione secca (carta, plastica, vetro, inerti, ecc); quest’ultima frazione può essere in parte riciclata oppure usata per produrre combustibile derivato dai rifiuti (CDR) rimuovendo i materiali incombustibili. E’ chiaro, ha ribadito l’ing. Giardiello, che un Impianto del genere necessita di quattro biofiltri, ma attualmente ne esiste solo uno. La biofiltrazione dell’aria è necessaria perché è un sistema di depurazione delle emissioni gassose basato sul processo di ossidazione biochimica effettuata da parte di microorganismi aerobici sui composti organici inquinanti aerodispersi e spesso odorigeni. A questa spiegazione è seguito l’intervento del capo – Impianto Michienzi, a cui abbiamo chiesto la natura della sua funzione, che consiste nel gestire l’efficienza del funzionamento del processo di compostaggio e imballaggio, ma anche nell’organizzare l’impiego dei mezzi di raccolta rifiuti. La dott.Tino, infine, alla domanda sulla sulla discordanza, circa la riqualificazione dell’Impianto, ha risposto che tale atteggiamento è preso a priori, senza una conoscenza concreta della realtà in questione. La conoscenza è il punto di partenza per poter formulare giudizi coerenti e consapevoli. Negli intenti futuri ci sarebbe la possibilità di strutturare un’isola ecologica all’interno dell’Impianto, così da responsabilizzare i cittadini a questa struttura, che appartiene a tutti noi, è solo gestito da altri, a garanzia di un’efficiente funzionamento per il bene comune, e in questo dovrà rientrare, anche, una via di scorrimento asfaltata e agibile, che permetta una facilitazione nel raggiungimento dell’Impianto. Al termine degli interventi abbiamo cominciato il giro dei capannoni, constatando da vicino il processo di compostaggio e imballaggio, che prevede anche una selezione manuale dei rifiuti. A seguire un capannone dove abbiamo osservato come l’umido compostato possa diventare un ottimo fertilizzante. Poi è stata la volta dell’osservazione del biofiltro, purtroppo l’unico presente, e dell’Inceneritore, che utilizza legname nel processo di combustione e quindi, per ritornare all’evento del 24 Settembre scorso, a rischio incendio, che noi speriamo non si ripeta più e sui cui c’è ancora un’indagine in corso. Sicuramente questa visita di monitoraggio lascerà un segno nella nostra esperienza di studenti, ma anche di cittadini attivi, e abbiamo capito che vivere il nostro territorio è, prima di tutto, “conoscere” il nostro territorio, palparlo, sentirlo, toccare con mano il bello e il brutto della sua quotidianità. Sulla Gestione Rifiuti, nella Locride, c’è tanto ancora da fare, anche se tanto è stato fatto, da 15 anni possiamo usufruire di un Impianto TMB che ha eliminato le discariche a cielo aperto esistenti precedentemente. Certo le vie di scorrimento, la quantità di biofiltri, sono criticità da superare, ma noi, come giovani, che hanno nelle mani il futuro di questa terra, ce la metteremo tutta, spronando alla collaborazione collettiva, all’impegno attivo, alla trasmissione di informazione che scaturisce dall’ esperienza concreta che abbiamo vissuto. Più si conosce, più si diventa operativi, scaturisce il desiderio di diventare protagonisti del nostro ambiente e, a tal proposito, auspichiamo una nostra collaborazione futura, come team Eco – Mind, con l’Osservatorio Cittadino Rifiuti di Siderno, aprendo un settore giovanile che si occupi della diffusione e della propaganda, soprattutto tra i coetanei, di un’efficiente e mirata educazione ambientale, partendo da un adeguato utilizzo della differenziata nell’ambito quotidiano di ciascuno.” Quando le generazioni future giudicheranno coloro che sono venuti prima di loro sulle questioni ambientali, potranno arrivare alla conclusione che questi ‘non sapevano’: accertiamoci di non passare alla storia come la generazione che sapeva, ma non si è preoccupata” (Mikhail Sergeevich Gorbachev).

                                                                                           Team Eco – Mind

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