Lun. Apr 19th, 2021

In Calabria un ciclo di incontri tra l’Accademia delle Belle Arti Fidia e i massimi Esperti del panorama nazionale                                                       

L’Accademia delle Belle Arti Fidia, una delle istituzioni calabresi più attive, diretta da Michele Licata, attraverso il ciclo di “Incontri con gli Esperti”, dal 2 al 14 febbraio, curato e moderato dalla professoressa Anna de Fazio Siciliano, grazie all’operatività dello staff Sergio Morabito, ha proposto una serie di incontri virtuali che ha visto finora la partecipazione di quattro grandi esponenti della cultura artistica e del mercato italiano, Alberto Fiz, Adriana Polveroni, Cristina Dinello Cobianchi e Marco Comito.

La Calabria, dunque, regione d’Italia percepita spesso come periferica, vuole farsi portatrice di novità e luogo dove riaccendere un fermento artistico e culturale anche attraverso il confronto interdisciplinare tra allieve e allievi con docenti ed esperti del panorama nazionale.

In prospettiva di uno sviluppo professionale per le allieve e gli allievi dell’Accademia, appare azzardato parlare di un sistema e mercato dell’arte che, soprattutto alla luce di una situazione già precaria vista la chiusura di molte gallerie, adesso resa ancora più insostenibile con l’aggravante dell’emergenza sanitaria, fatica a sopravvivere.

Ecco che l’iniziativa degli “Incontri con gli Esperti” con l’obiettivo di riaccendere la luce su queste tematiche in questa regione, rappresenta una sfida coraggiosa e controtendenza.

Punto di partenza della serie di incontri è stato il mercato dell’arte, materia del corso tenuto dalla docente de Fazio Siciliano; tuttavia, si è reso necessario ampliare la discussione con considerazioni critiche e storiche della classe docente (Isabella Battista, Loredana Cacucciolo, Domenico Carteri, Carmelo Cipriani, Gianluca Covelli, Giovanni Marziano) sulla realtà anche museale e culturale del territorio complesso dove la proposta è nata.

La serie di incontri, mediante un dialogo diretto, ha favorito un proficuo scambio di idee e di energie positive e ha lanciato un segnale di volontà di riapertura verso quella vivace contaminazione che ha contraddistinto l’eredità della storia calabrese, quando il baricentro della cultura era più propizio a questa altezza geografica.

sdr
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