Lun. Apr 19th, 2021

“Una vergogna la sospensione degli interventi a Locri”

Una continua spoliazione della struttura, che mette a repentaglio la salute dei cittadini e che lede i diritti di tutta la Locride, che viene sempre più considerata una terra di serie B. 

Abbiamo appreso con grande preoccupazione la notizia riguardante «la sospensione dell’attività chirurgica per carenza di dirigenti medici di specialità (anestesisti)» presso l’ospedale di Locri.

Disfunzioni vecchie, aggravate dall’emergenza Covid-19, che allungheranno oltre misura le liste d’attesa, degli interventi chirurgici programmati, ma anche degli interventi in urgenza.

La spoliazione è continua e con conseguenze pesantissime. Nell’ospedale d Locri mancano anestesisti, radiologi, non abbiamo un valido sistema di trasporto dei pazienti più gravi instabili verso gli ospedali Hub, le ambulanze sono assolutamente insufficienti e il servizio di elisoccorso notturno non è attivo.

Ergo, un attacco cardiaco, una frattura o una peritonite potrebbe essere fatali ad un paziente di Siderno, di Bovalino, di Bianco: lo vediamo ogni giorno sulla nostra pelle, nei tanti casi di quotidiano disservizio che toccano ogni giorno amici e parenti. Questo nonostante le professionalità ancora rimaste nel nosocomio mettono a repentaglio la loro stessa salute con turni massacranti e in costante difficoltà.

Adesso però vogliamo delle risposte. Il commissario Longo esca dal silenzio, prenda atto della gravità della situazione e provveda alla soluzione con assoluta priorità.

La commissione straordinaria dell’ASP di Reggio Calabria ci dica a che punto sono le pratiche per l’indizione dei concorsi per i posti mancanti sia dell’area medica che di quella amministrativa.

In questi lunghi anni di commissariamento della sanità in Calabria, abbiamo visto continui tagli ai servizi sanitari: se la necessità era però quella di rientrare dal debito, non ci siamo affatto riusciti. Il disavanzo è cresciuto, mentre l’unica cosa che è calata è la qualità dell’offerta sanitaria sul territorio. La sanità calabrese però merita di più: servono disperatamente investimenti per munirsi di un’offerta sanitaria adeguata agli standard previsti dalla legge, interrompendo il turismo sanitario che dissangua le tasche e le energie delle famiglie calabresi.

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