Ven. Apr 23rd, 2021

«La Casa non a caso. Ritornare persona dopo la povertà». È il titolo dell’ultima fatica letteraria del giovane Gennaro Ponte, assistente sociale cosentino classe ’91, laureato cum laude nel 2013 in Scienze Politiche, nel 2015 in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni e nel 2018 in Scienze delle Politiche e dei Servizi Sociali all’Università della Calabria. Nel volume, edito dalla Santelli editore di Cosenza, vengono affrontati in modo arguto temi di carattere sociologico attuali, che trovano puntale confronto nelle parole pronunciate da Papa Bergoglio: «Nessuna famiglia senza casa. Nessun campesino senza terra! Nessun lavoratore senza diritti! Nessuna persona senza la dignità che dà il lavoro». Il Santo Padre in suo recente discorso indirizzato ai movimenti popolari ha rivolto un vibrante pensiero a quanti sono costretti a vivere senza una casa, come aveva sperimentato anche Gesù, costretto a fuggire con la sua famiglia in Egitto. Oggi, ha osservato, viviamo in «città immense che si mostrano moderne, orgogliose e vanitose». Città che concedono «numerosi luoghi «per una minoranza felice e però «negano la casa a migliaia di nostri vicini, compresi i bambini». E ha rilevato con sofferenza che «nel mondo delle ingiustizie, abbondano gli eufemismi per cui una persona che soffre la miseria si definisce semplicemente “senza fissa dimora”». Viviamo in città che costruiscono centri commerciali e abbandonano «una parte di sé ai margini, nelle periferie». Nel solco della stessa prospettiva Gennaro Ponte, dal canto suo, analizza nel saggio la condizione delle persone che non posseggono una casa. «La condizione di homelessness – scrive il giovane autore – non è attribuibile ad un’unica causa; da questo punto di vista, l’interpretazione più accreditata sia tra i ricercatori che tra gli operatori sociali, ha messo in rilievo il fatto che al problema abitativo se ne aggiungono altri di natura sociale che riguardano la povertà e la grave marginalità». Il lavoro suddiviso in quattro capitoli esibisce la prefazione di Monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Ionio, secondo cui il libro di Gennaro Ponte «offre interessanti spunti di riflessione per gli operatori del settore (assistenti sociali, responsabili dei servizi sociali territoriali) e policy maker, un invito a ripensare i processi di inclusione sociale in termini di una nuova alleanza tra diritti e risorse, tra etica ed economia, tra limiti e possibilità». Un discorso distribuito su 180 pagine che, per ampiezza e profondità, ha il valore di un piccolo vademecum sui servizi sociali rivolti ai senza dimora, presenti e futuri.

Elia Fiorenza

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